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Per Cosenza e Crotone punti salvezza

di Gianluca Pasqua
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Al Marulla c’è la vicecapolista Palermo e Stellone per l’occasione schiera l’artiglieria pesante per tentare di domare i lupi e mettere pressione al Brescia. L’operazione è ad alto rischio contro i rossoblù di Braglia, a loro agio sul prato di casa e spinti dall’entusiasmo di diecimila tifosi sugli spalti. La gara infatti la fa il Cosenza che già in apertura tiene in allerta la difesa rosanero con Tutino e Maniero terminali offensivi del 3-5-2 scelto dal tecnico dei calabresi. E’ la punta ex Novara a spaventare i siciliani e il gol lo meriterebbe sulla bella girata di testa ma la traversa salva Brignoli. I padroni di casa sembrano aver tutto sotto controllo, ma Puscas e Nestorovsky sono un pericolo costante e nell’unica sortita offensiva sul lancio di Brignoli corretto da Moreo trovano la combinazione giusta per mandare in gol il nazionale macedone. Vantaggio inatteso che non frena la voglia e il coraggio del Cosenza, la reazione c’è Sciaudone non mette potenza e direzione giusta sul primo tentativo, ma l’assalto dei rossoblù continua e il Palermo soffre il pressing asfissiante e va in tilt sulla giocata di Sciaudone e Maniero conclusa dall’emulo di Cr7 in gol con la collaborazione involontaria di Muravsky.
Il Marulla tira un sospiro di sollievo e la partita riprende i binari precedenti, anche in avvio di ripresa quando Maniero dimostra di essere in giornata mettendo in difficoltà la difesa siciliana e sfiorando il gol ancora di testa.
C’è spazio anche per il Palermo che alza il baricentro approfittando di qualche pausa dei rossoblù, ma i rischi maggiori li corre Brignoli sull’incursione di Carlos Embalo, l’ex che prova a dare un dispiacere ai suoi compagni di inizio stagione sbagliando di poco la mira, poi si veste da assitman servendo a Tutino una palla invitante che Gennaro non sfrutta alla perfezione. Il finale è concitato, risultato ij bilico e nervosismo tra gli sopiti che perdono Nestorovski. Finisce in parità e per entrambe è il male minore.

Doveva essere il match della vita per il Carpi e invece l’1-2 subito dal Crotone condanna, con ogni probabilità gli emiliani L’unidici di Stroppa fa la partita e senza spingere troppo sull’acceleratore tiene il pallino. Al 18′ i tempi sono maturi per il vantaggio calabrese. Scorribanda di Benali sulla destra: il suo cross è deviato dal braccio largo di Buongiorno: il signor Ghersini non ha dubbi e indica il penalty. Dal dischetto Simy non sbaglia e mette a segno il suo decimo gol stagionale.
Due minuti più tardi la squadra di Stroppa avrebbe anche l’opportunità per raddoppiare con Zanellato, ben servito da Firenze in area di rigore, ma il suo tocco finisce alto a pochi passi da Piscitelli. Il Crotone ha il completo controllo , tiene il palleggio e sfrutta con coraggio le corsie laterali. I biancorossi di Castori appaiono bloccati, timorosi e impauriti. E l’occasione per segnare capita ancora ai calabresi con Benali, autentico mattatore nei primi 45 minuti.

Sul finale della prima frazione c’è tempo per una rete annullata a Mustacchio, per fuorigioco. La ripresa si apre con i biancorossi più propositivi, grazie all’inserimento di Arrighini, ma costretti a lasciare qualche spazio al Crotone. Come al 52′ quando Benali, a tu per tu con Piscitelli, salta il portiere ma calcia clamorosamente sul palo a porta vuota. La squadra di Stroppa sciupa l’ennesima occasione.
Occasione che non spreca Simy al 65′. L’attaccante approfitta di uno svarione della premiata ditta Sabbione-Piscitelli e sigla il più facile dei gol: è 0-2. Castori le tenta tutte e getta nella mischia anche Vitale e Crociata. La spinta biancorossa trova i suoi frutti al 68′ con Poli che accorcia le distanze ribadendo in rete a porta vuota una traversa di Vano. L’espulsione di Concas all’83’, per la brutta entrata su Benali affossa il Carpi. Nel finale c’è ancora tempo per la traversa colpita da Pettinari e per un autentico miracolo di Cordaz su Mustacchio, che salva i calabresi in pieno recupero. Il Carpi resta ultimo e ha più di un piede in serie C.
 

Al Marulla c’è la vicecapolista Palermo e Stellone per l’occasione schiera l’artiglieria pesante per tentare di domare i lupi e mettere pressione al Brescia. L’operazione è ad alto rischio contro i rossoblù di Braglia, a loro agio sul prato di casa, e spinti dall’entusiasmo di diecimila tifosi sugli spalti. La gara infatti la fa il Cosenza che già in apertura tiene in allerta la difesa rosanero con Tutino e Maniero terminali offensivi del 3-5-2 scelto dal tecnico dei calabresi. E’la punta ex Novara a spaventare i siciliani, il gol lo meriterebbe sulla bella girata di testa ma la traversa salva Brignoli. I padroni di casa sembrano aver tutto sotto controllo ma Puscas e Nestorovsky sono un pericolo costante e nell’unica sortita offensiva, sul lancio di Brignoli corretto da Moreo, trovano la combinazione giusta per mandare in gol il nazionale macedone. Vantaggio inatteso che non frena la voglia e il coraggio del Cosenza. La reazione c’è ma Sciaudone non mette potenza e direzione giusta sul primo tentativo. L’assalto dei rossoblù continua e il Palermo soffre il pressing asfissiante e va in tilt sulla giocata di Sciaudone e Maniero conclusa dall’emulo di CR7 in gol con la collaborazione involontaria di Muravsky.
Il Marulla tira un sospiro di sollievo e la partita riprende i binari precedenti, anche in avvio di ripresa quando Maniero dimostra di essere in giornata mettendo in difficoltà la difesa siciliana e sfiorando il gol, ancora di testa.
C’è spazio anche per il Palermo che alza il baricentro approfittando di qualche pausa dei rossoblù, ma i rischi maggiori li corre Brignoli sull’incursione di Carlos Embalo, l’ex che prova a dare un dispiacere ai suoi compagni di inizio stagione sbagliando di poco la mira… poi si veste da assistman servendo a Tutino una palla invitante che Gennaro non sfrutta alla perfezione. Il finale è concitato, risultato in bilico e nervosismo tra gli ospiti che perdono Nestorovski, espulso. Finisce in parità e per entrambe è il male minore…

Doveva essere il match della vita per il Carpi e invece l’1-2 subito dal Crotone condanna, con ogni probabilità gli emiliani L’undici di Stroppa fa la partita e senza spingere troppo sull’acceleratore tiene il pallino. Al 18′ i tempi sono maturi per il vantaggio calabrese. Scorribanda di sulla destra e cross deviato dal braccio largo di Buongiorno. Ghersini non ha dubbi e indica il penalty. Dal dischetto Simy non sbaglia e mette a segno il suo decimo gol stagionale.
Il Crotone ha il completo controllo , tiene il palleggio e sfrutta con coraggio le corsie laterali. I biancorossi di Castori appaiono bloccati, timorosi e impauriti. E l’occasione per segnare capita ancora ai calabresi con Benali, autentico mattatore nei primi 45 minuti.

Sul finale della prima frazione c’è tempo per una rete annullata a Mustacchio, per fuorigioco. La ripresa si apre con i biancorossi più propositivi, grazie all’inserimento di Arrighini, ma costretti a lasciare qualche spazio al Crotone. Come al 52′ quando Benali, a tu per tu con Piscitelli, salta il portiere ma calcia clamorosamente sul palo a porta vuota.
Occasione che non spreca Simy al 65′. L’attaccante approfitta di uno svarione e sigla il più facile dei gol: è 0-2. Castori le tenta tutte e la spinta biancorossa trova i suoi frutti al 68′ con Poli che accorcia le distanze ribadendo in rete a porta vuota una traversa di Vano. L’espulsione di Concas all’83’, per la brutta entrata su Benali affossa il Carpi. Nel finale c’è ancora tempo per la traversa colpita da Pettinari e per un autentico miracolo di Cordaz su Mustacchio, che salva i calabresi in pieno recupero. Il Crotone vede la salvezza.

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