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Bimbi maltrattati, maestra e bidella arrestate

di Isabella Roccamo
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Sono state due mamme a rivolgersi agli agenti del commissariato di Lamezia Terme. Ai poliziotti hanno esternato il sospetto che i loro bimbi, che frequentano una scuola dell’infanzia, fossero vittima di maltrattamenti ad opera di un’insegnante. E così l’ufficio anticrimine del commissariato ha avviato le indagini. In quelle aule gli inquirenti hanno piazzato le telecamere. Le captazioni ambientali hanno consentito di accertare il modus operandi di un’insegnante 59enne e di una collaboratrice scolastica di 63 anni che oggi sono finite ai domiciliari perché ritenute responsabili di maltrattamenti aggravati nei confronti degli alunni Nel corso delle indagini, coordinate dalla procura lametina, i poliziotti hanno verificato che in quella scuola c’era qualcosa che non andava. I dubbi e i sospetti esternati dalle due mamme erano più che fondati Dalla visione e dall’ascolto dei filmati è emerso il “clima di vero e proprio terrore che la maestra imponeva nell’aula, con urla , punizioni esemplari,  percosse e frasi offensive”. I bimbi, di età compresa fra i tre e cinque anni, sarebbero stati costretti per lunghi periodi di tempo, a rimanere immobili, seduti su  una panca, mentre la maestra urlava o sbatteva con forza una bacchetta di legno sulla cattedra, in modo che, spaventati, non osassero muoversi. I bimbi sarebbero inoltre stati costretti ad assumere cibo con la forza, piccoli spaventati che venivano strattonati o isolati dagli altri compagni. Le indagini hanno documentato l’insegnante mentre strattonava da un braccio una bimba e mentre un altro bimbo veniva, per punizione, costretto a stare in piedi ed esposto al sole dinanzi alla finestra. Un ricorso sistematico alla violenza, sia psicologica che fisica, da parte della maestra e della bidella , ai danni dei piccoli alunni loro affidati . Le prove raccolte, a seguito della lunga e complessa attività di indagine svolta dal Commissariato di Lamezia Terme,  hanno indotto la Procura della Repubblica a chiedere l’emissione della misura cautelare nei confronti delle due donne, richiesta accolta dal Gip .

 

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