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Coronavirus: tenda pre-triage al S.Anna Hospital di Catanzaro

di Anna Franchino
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Una tenda pre-triage è in corso di allestimento presso il Sant’Anna Hospital di Catanzaro. Il Centro regionale di chirurgia cardiovascolare – è detto in un comunicato della struttura – ha deciso di realizzarla, avvalendosi per questo della preziosa collaborazione della Protezione Civile, in via precauzionale e allo scopo di continuare a garantire in sicurezza all’utenza i diversi percorsi diagnostico terapeutici”. “Il Sant’Anna, al momento – riporta il comunicato – non registra alcun caso di contagio. Tuttavia, considerata l’evoluzione del dato epidemiologico italiano e per l’elevato numero di prestazioni sanitarie erogate, l’ospedale, al pari delle altre strutture sanitarie, si è venuto a trovare oggettivamente in una condizione di aumentato rischio. Da qui la decisione della direzione generale e di quella sanitaria di elevare i livelli di controllo attraverso criteri rigorosi di accessibilità, adeguati all’eccezionalità del momento. Ad installazione ultimata, quindi, ogni accesso al Sant’Anna Hospital sarà disciplinato da una procedura di pre-triage che prevede la rilevazione della temperatura corporea, la compilazione della scheda anamnestica ed il lavaggio mani. Gli accessi saranno contingentati al fine di garantire la distanza di sicurezza tra i diversi utenti. Tale procedura è stata pianificata, in coerenza con le linee guida via via emanate delle autorità competenti, anche al fine di garantire l’individuazione e la gestione di eventuali casi sospetti”. “L’emergenza Coronavirus – afferma il direttore sanitario, Soccorso Capomolla – sta avendo un impatto sull’organizzazione dei processi sanitari e sulla fruibilità delle prestazioni sanitarie. L’attenzione del Sant’Anna Hospital si è dunque concentrata nella realizzazione di percorsi sicuri per minimizzare il rischio infettivologico e nello stesso tempo per continuare a garantire quelle prestazioni sanitarie salvavita che, nonostante tutto, continuano a essere indispensabili per pazienti cardiopatici. Comprendiamo che il rigore nel gestire gli accessi potrà creare dei disagi e ce ne scusiamo con l’utenza ma siamo sicuri che i pazienti e i loro familiari comprenderanno che, nel loro interesse e anche nell’interesse dei nostri operatori, queste misure erano assolutamente necessarie”.

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