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Covid: il dibattito in Consiglio regionale

di Anna Franchino
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Dibattito articolato nella seduta straordinaria del Consiglio regionale con un unico punto all’ordine del giorno “Emergenza Covid-19 ‘Calabria Zona Gialla'”. Di “operazione verità” sulla situazione della sanità in Calabria ha parlato Giuseppe Graziano, capogruppo dell’Udc, che, nel criticare “il Governo per non aver ascoltato la Calabria e l’atteggiamento delle opposizioni ha chiesto a tutti di sostenere l’idea del presidente Tallini affinché la Calabria possa riappropriarsi della sanità. “Siamo pronti ad assumerci la responsabilità della sanità – ha detto – e vogliamo essere classe di governo anche in questo ambito”. Giacomo Crinò (Cdl), alla luce della decisione del Tar del Lazio che ha definito ‘irricevibile’ il ricorso della Giunta ha evidenziato la decisione della zona rossa in Calabria, “che in realtà doveva essere la scusante per il rinnovo del Commissariamento”. “Tante verità e tante bugie – ha sostenuto – che sono il risvolto della medesima medaglia, ed occorre avere onesta intellettuale per riconoscere i fatti oggettivi di questa vicenda, dimostrati dai dati inoppugnabili del presidente Spirlì”. Per Graziano Di Natale (IRiC), la cosa pubblica non si gestisce rimpallando le responsabilità. “Il Consiglio avrebbe dovuto prendere le decisioni, ma è stato fermo. Oggi – ha detto – bisogna stabilire il da farsi per i calabresi e per la loro salute. Bisogna sentire la responsabilità perché dietro le saracinesche tutti c’è il fallimento della politica calabrese. La responsabilità deve mettere i calabresi in sicurezza. la soluzione non è la fascia gialla, ma il potenziamento degli ospedali”. Della necessità di un’azione verità ha parlato anche Raffaele Sainato che ha indicato interventi “per superare – ha detto – le problematiche di sempre, che sono quelle sanitarie, ma anche di sopravvivenza dal punto di vista economico. La mancata attivazione dei posti Covid non è responsabilità della Regione – ha aggiunto definendo i dieci anni di commissariamento “un freno a qualsiasi forma di avanzamento in sanità. La Calabria – ha concluso – non è terra di conquista o di passerelle, necessita di soluzioni. In molti hanno aperto i loro interventi dedicando un breve ricordo alla Presidente Santelli. Lo ha fatto anche Carlo Guccione che, sul tema del dibattito, ha affermato che inveire oggi contro il Commissario Cotticelli è cosa facile. “Dal piano di rientro – ha ricordato – si esce dopo l’approvazione di due bilanci in pareggio ed i Lea a 170. La Giunta ha condiviso i criteri che hanno portato all’inserimento della Calabria in zona rossa, che è avvenuto sulla base dei dati cha la stessa Regione ha fornito. Oggi bisogna entrare nel merito del problema”. Bisogna interrogarsi è stato il suo ragionamento sulle mancate assunzioni di personale. “Cotticelli – ha ricordato – è stato nominato dal governo giallo-verde. Due leghiste sono commissarie dell’Asp ed all’Azienda ospedaliera di Cosenza, senza che i relativi bilanci siano stati approvati. Per uscire dalla zona rossa – ha concluso – servono operative le USCA e l’assunzione di 320 infermieri di quartiere, bandendo atteggiamento propagandistici e strumentali”. Nel suo intervento Pietro Molinaro (Lega Salvini) ha richiamato alle responsabilità del Governo e del Ministro Roberto Speranza, che come sostenuto dal Commissario Cotticelli si è dimenticato dell’esistenza di due regioni commissariate”. Giuseppe Aieta (Democratici Progressisti ha esortato ad uno sforzo di serietà e responsabilità “Il Governo – ha detto – non decide sulla base di interessi di natura politica, ma su basi oggettive. La Calabria non è in grado di processare i tamponi. La Governance calabrese non avrebbe potuto gestire l’emergenza ed era prevedibile, tanto che alla governatrice Santelli era stato consigliato di nominare un commissario per l’emergenza”. Quindi ha ricordato “la solitaria contestazione di Oliverio al Decreto Calabria”.

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