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Covid19, ancora decessi. Dramma familiare nel cosentino.

di Gianluca Pasqua
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E’ la provincia di Cosenza l’area della Calabria che ha pagato il prezzo più alto i termini di vittime da Covid 19: 634 dall’inizio della pandemia su 27.028 casi positivi accertati. Segue Reggio Calabria con 387 decessi con un numero maggiore di casi positivi 29.142. E’ evidente che la percentuale di decessi è quasi doppia nell’area nord, ciò potrebbe dipendere dall’età media dei contagiati e anche dal numero dei tamponi effettuati e dunque dalla capacità di cercare e individuare i soggetti positivi. Si continua a morire di Covid, ieri altri quattro decessi, uno per provincia, salvo che in quella di Catanzaro. Il decesso avvenuto a Cosenza riguarda un uomo residente a Spezzano Albanese che era ricoverato all’Annunziata. L’uomo non era vaccinato e pochi giorni fa aveva perduto anche la madre perché contagiata dal virus. Una famiglia colpita in modo drammatico dal Covid che in queste ore sta minando anche la salute dell’anziano padre anch’egli ricoverato in condizioni serie. Il vaccino protegge i medici dei reparti ospedalieri calabresi confermano che tra i ricoverati in terapia intensiva ci sono quasi sempre soggetti non immunizzati, così come nelle aree mediche dove i pazienti vaccinati vengono curati con maggiore facilità. Certo non mancano le eccezioni, un 59enne di Morano, vaccinato con monodose, è deceduto ieri al Mater Domini di Catanzaro dove era strato trasferito il 21 agosto scorso dalla rianimazione di Cosenza per essere collegato alla Ecmo, macchinario che consente l’ossigenazione extracorporea. Un estremo tentativo già effettuato in casi precedenti che non ha dato gli esiti sperati…

Intanto la Calabria vede due indicatori su 3 in discesa, incidenza su 100mila abitanti e occupazione terapie intensive, resta elevato il livello di occupazione dei posti in area medica. Sul fronte vaccinazioni sforato il tetto delle 1.200mila immunizzazioni si viaggia al ritmo di 6.000 inoculazioni al giorno in questa fase equamente divise tra prime e seconde dosi segno che tanti tra i giovani non ancora vaccinati hanno deciso di farlo.

 

 

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