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Covid19, i vaccini in arrivo

di Gianluca Pasqua
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Aumentano le consegne di vaccini in Italia e di conseguenza la distribuzione nelle regioni. Oltre al Johnson sbarcato per la prima volta a Pratica di Mare, ma bloccato dall’Ema in attesa delle risultanze dell’indagine dell’Fda sui sospetti casi di trombosi verificatisi negli Stati Uniti, sono state consegnate 1.000.000 di dosi di Pfizer. Alla Calabria ne sono toccate circa 40mila, 16.380 destinate alla provincia di Cosenza, il territorio più vasto e popoloso. Il vaccino americano a m-rna è il più gettonato e, fortunatamente, sta arrivando con regolarità. Anzi la multinazionale che ha siglato un accordo importante con gli stati europei, ha intenzione di anticipare di un mese le consegne previste nel terzo trimestre. Una boccata di ossigeno per i centri vaccinali impegnati a somministrare i richiami e le prime dosi agli ultimi over 80, ai tanti over 70 e ai soggetti fragili. In settimana è previsto anche l’arrivo di un’altra fornitura di Moderna, 400mila dosi da distribuire in tutta Italia, numeri meno importanti in virtù di un accordo che potrebbe essere rivisto e ampliato nelle prossime settimane.

Capitolo Astrazeneca, la multinazionale è discontinua nelle consegne e non sta rispettando gli accordi, ma i due stop alla somministrazione intervenuti nei mesi scorsi, le perplessità sugli effetti collaterali e le modifiche in corsa sulle fasce di età per le quali utilizzare il vaccino a vettore virale, hanno fatto sì che si siano accumulate scorte sufficienti per continuare la campagna con regolarità e preservare le dosi utili per i richiami che partiranno dal mese di maggio. Un destino che sembra accomunare il vaccino Johnson che invece avrebbe dovuto rappresentare il punto di forza dell’accelerazione della campagna vaccinale. L’Italia ha acquistato decine di milioni del monodose americano che, essendo facilmente gestibile, è stato indicato per la distribuzione anche in farmacia. Nei prossimi giorni sono attesi chiarimenti sui rischi e sull’affidabilità del siero.

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