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Demoskopika: nel 2017 oltre 319 mila viaggi ‘speranza’

di Anna Franchino
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Nel 2017 sono stati oltre 319 mila i “viaggi della speranza” sanitaria dal Sud – stesso dato dell’anno precedente – che hanno generato bilanci in rosso per 1,2 miliardi di euro per le regioni. É quanto emerge dall’IPS 2019, l’Indice di Performance Sanitaria realizzato annualmente dall’Istituto Demoskopika. Secondo lo studio, è il Trentino Alto Adige, la regione in testa per efficienza del sistema sanitario, strappando la prima posizione all’Emilia Romagna, mentre Calabria, Campania e Sicilia si collocano in coda tra le realtà “più malate”. In totale sono nove le realtà territoriali definite “sane”, sei le aree “influenzate” e cinque le regioni “malate”. I meridionali confermano la loro diffidenza a curarsi nei loro sistemi sanitari: nei 12 mesi del 2017, la migrazione sanitaria dal sud può essere quantificabile in oltre 319 mila ricoveri generando crediti principalmente nelle realtà sanitarie di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto pari complessivamente a oltre 1,1 miliardi si euro. In particolare, rileva Demoskopika, con un indice medio di “fuga” pari al 10,7%, il Sud si colloca in fondo per attrattività sanitaria dopo le realtà regionali del Centro con un indice di fuga pari all’8,8% e del Nord (6,8%). La regione in cui più forte il fenomeno è il Molise con un indice pari al 28,1% mentre i più “fedeli” al loro sistema sanitario si confermano i lombardi con il 4,7%. Per quanto riguarda la mobilità sanitaria attiva – cioè l’indice di “attrazione” che indica la percentuale di ricoveri di pazienti residenti in altre regioni sul totale dei ricoveri registrati nella regione stessa – è il Molise a guidare la classifica mentre la Sardegna è in coda. Nel 2017, inoltre, secondo lo studio, quasi 1,6 milioni di famiglie italiane, di cui il 60% concentrate nel Mezzogiorno, hanno dichiarato di non avere i soldi, in alcuni periodi dell’anno, per potersi curare. Sono soprattutto famiglie calabresi con una quota del 14,9%, quantificabile in circa 120 mila nuclei, a denunciare il fenomeno. Seguono la Sicilia (14,2%, 283 mila famiglie), la Campania (10,3%), la Basilicata (9,2%) e la Puglia (9,1%). “La nostra indagine annuale – afferma il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – conferma la persistente disparità tra l’offerta sanitaria presente al Nord rispetto a quella del sud. Un divario che genera un circuito imposto di ricoveri che alimentano costantemente la migrazione sanitaria. Un fenomeno che oltre rendere la vita impossibile a chi è costretto a curarsi fuori dal proprio sistema, lo condanna a una preoccupante “schiavitù sanitaria” dai connotati irreversibili e devastanti. È del tutto evidente che per il Mezzogiorno, la riorganizzazione del sistema sanitario rappresenti, in assoluto, l’emergenza principale per affrontare la quale non sono più sufficienti provvedimenti spot ma una vera e propria terapia shock”. Tra le regioni con la migliore sanità, dopo Trentino Alto Adige e Emilia Romagna, si colloca il Veneto. A seguire Umbria, Marche, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. Tra quelle “influenzate”, si trovano Valle d’Aosta, Molise, Lazio, Liguria, Basilicata e Puglia. Tutte del Sud le regioni “malate”: Abruzzo, Sardegna, Sicilia, Campania e, ultima, la Calabria.

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