Home Primo Piano False dichiarazioni per ottenere ‘buoni Covid’, 135 denunce, tra cui parenti di soggetti appartenenti a ‘ndrine

False dichiarazioni per ottenere ‘buoni Covid’, 135 denunce, tra cui parenti di soggetti appartenenti a ‘ndrine

by Red02
119 views

Hanno dichiarato informazioni non corrispondenti al vero per conseguire indebitamente i buoni spesa covid-19 messi (in media tra gli 80 e i 200 euro) a disposizione di persone e famiglie in condizioni di difficoltà economica durante il primo lockdown.

carabinieri della Compagnia di Bianco hanno denunciato nella Locride 135 soggetti per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Un terzo dei destinatari degli aiuti, secondo quanto emerso dalle indagini, “risulta avere legami di parentela con soggetti appartenenti a ‘ndrine o a famiglie di interesse operativo”. Tra questi figurano anche un sorvegliato speciale di Ps, già percettore del reddito di cittadinanza, e la sorella di un latitante che, nello stesso mese in cui ha percepito i buoni, ha anche sottoscritto buoni fruttiferi per il valore di 7mila euro.

Dagli accertamenti eseguiti dai carabinieri è emerso che i soggetti denunciati avrebbero dichiarato di trovarsi in condizioni di difficoltà economica e di indigenza, nel tentativo di indurre in errore le amministrazioni comunali. Le informazioni fornite non correttamente vanno dalla falsa attestazione sulla residenza e sull’indicazione dei componenti del nucleo familiare all’omessa o falsa indicazione di ricevere, nello stesso periodo, altri sussidi sociali come l’indennità di disoccupazione, periodi retribuiti di malattia dei ‘braccianti agricoli’, pensioni di invalidità, l’indennità di maternità e lo stesso reddito di cittadinanza. Se avessero dichiarato queste entrate, infatti, i 135 soggetti denunciati avrebbero superato la soglia in grado di consentire l’ottenimento del “buono spesa covid-19”. In totale sono state quasi 900 le domande ricevute dai Comuni della Locride e analizzate dai carabinieri che hanno verificato direttamente la veridicità delle dichiarazioni incrociando i dati di Inps, istituti di credito con le informazioni in possesso delle forze di polizia.

A conclusione delle attività è emerso che metà degli indagati risiede nel Comune di San Luca. Tranne che per dieci denunciati, per i quali la Procura di Locri ha chiesto l’archiviazione, la posizione tutti gli altri è al vaglio dei pm. I carabinieri hanno stimato che le somme indebitamente percepite hanno comportato un danno erariale pari a oltre 21mila euro.

Potrebbe piacerti anche