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Fatture pagate due volte da Asp Reggio, 13 indagati

di Isabella Roccamo
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Ancora una volta l’Asp di Reggio Calabria, già commissariata per infiltrazioni mafiose, finisce nella bufera. Nel mirino degli inquirenti le fatture liquidate dall’Azienda Sanitaria Provinciale. Le indagini della Guardia di Finanza , coordinate dalla procura reggina, hanno consentito di scoprire il meccanismo attraverso il quale un noto studio radiologico di Siderno sarebbe riuscito a farsi pagare per due volte la stessa fattura, ottenendo una liquidazione indebita di oltre 4 milioni di euro. Il titolare dello studio radiologico è stato denunciato insieme ad altre 12 persone. Dalle verifiche effettuate dalle fiamme gialle è emerso che il centro diagnostico non solo avrebbe preteso il doppio pagamento delle fatture, ma per ottenerlo avrebbe anche minacciato azioni legali, arrivando nel 2015 ad un accordo transattivo per quasi 8 milioni di euro. I militari hanno analizzato le fatture esibite a fronte di tale credito , verificando che gli stessi documenti erano stati esibiti in altre procedure di pagamento . Il centro diagnostico, cioè avrebbe chiesto e ottenuto il pagamento di fatture già in precedenza liquidate per un ammontare complessivo di 4 milioni di euro, 3 in sorte capitale e 1 di interessi. Il titolare dello studio radiologico avrebbe falsamente attestato di non avere mai ricevuto, neanche parzialmente le somme reclamate e l’ente pubblico non avrebbe effettuato i dovuti controlli e riscontri contabili. Per questo oltre al responsabile dello studio diagnostico, sono state denunciate altre 12 persone fra cui il il referente dell’advisor contabile (società incaricata dal 2009 della ricognizione dei debiti pregressi del comparto sanitario calabrese) e i funzionari Asp componenti del gruppo di lavoro appositamente costituito per la gestione dei ritardi nei pagamenti dei debiti fino al 2012, nonché i responsabili pro-tempore dei competenti Uffici dell’Azienda sanitaria. La Guardia di Finanza ha eseguito il sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro a carico del titolare del centro diagnostico.

 

 

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