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“Fermabusiness”: le reazioni all’ascesa di Tallini

di Red02
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Il Presidente del Consiglio regionale della Calabria finito ai domiciliari, Domenico Tallini, era stato eletto nel marzo scorso fino all’ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria che è stato sciolto, in seguito alla prematura scomparsa della presidente Jole Santelli lo scorso 10 novembre.

Appresa la notizia del suo arresto (è stato posto ai domiciliari rimasto coinvolto nell’operazione odierna denominata “Farmabusiness” contro la cosca Grande Aracri con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso), diverse le reazioni del mondo politico.

Parentela e D’Ippolito: “Partiti tradizionali non hanno mai fatto pulizia morale”

“Sul piano politico e morale l’intero centrodestra della Calabria è devastato dalla notizia degli arresti domiciliari per Domenico Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria, nell’ambito dell’ennesima inchiesta antindrangheta coordinata dalla Dda di Catanzaro, nello specifico contro la cosca Grande Aracri di Cutro”. Lo affermano, in una nota, i deputati M5S Paolo Parentela e Giuseppe d’Ippolito. “Secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe stato accertato – proseguono Parentela e d’Ippolito – il rapporto di scambio tra Tallini e la cosca, nel senso che il primo sarebbe intervenuto al fine di agevolare la consorteria in un progetto di reimpiego di capitali, ricevendone il sostegno alle elezioni regionali del novembre 2014. L’arresto di Tallini conferma, indipendentemente dagli sviluppi giudiziari del caso, l’urgenza di un totale rinnovamento della classe politica in Calabria, che da tempo chiediamo all’elettorato, anche in virtù delle nostre innumerevoli denunce sull’inquinamento del voto nella regione e sul ricorrente uso del potere a vantaggio delle organizzazioni criminali e di affaristi in tutti gli ambiti dell’amministrazione pubblica, a partire dalla sanità”. “È singolare – concludono i parlamentari del M5s – che nel Consiglio regionale della Calabria faccia bella mostra una targa con scritto ‘Qui la ‘ndrangheta non entra’, con cui, evidentemente, i partiti tradizionali pensano di essersi lavati la coscienza evitando di fare al loro interno quella pulizia morale tanto raccomandata da Paolo Borsellino, da Nicola Gratteri e dal Movimento 5 Stelle”.

Salvini: “Gratteri persona seria, buon lavoro”

“Ho mandato gli auguri a Gratteri di buon lavoro: persona seria che conosco bene, quando c’è da fare pulizia lui è una garanzia. Tallini mi ha attaccato molte volte. Spero che questa vicenda spinga a fare presto, che scelga un calabrese come commissario. La risposta migliore sarebbe nominare un dottore specchiato e calabrese”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a Rtl 102.5.

Morra: “Tallini per Antimafia era impresentabile”

“Vi ricordate le ultime regionali calabresi, a gennaio 2020? Questo signore, attuale Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, di Forza Italia, in virtù del Codice di autoregolamentazione della Commissione Antimafia, risultava impresentabile. A suo avviso ero io che mi accanivo contro di lui per una “vendetta personale”. Oggi si trova ai domiciliari. Ma era una “vendetta personale””. Lo scrive il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, commentando l’arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, 68 anni, di Forza Italia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso.

Sapia (M5S): “Urgente affrontare la questione morale, forse confermati timori di Jole Santelli”

“Gli arresti domiciliari per il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, chiamano in causa quella classe politica calabrese che ha sempre rinunciato al rinnovamento. Il fatto conferma forse quei gravi timori che la compianta Jole Santelli aveva espresso al giornalista Peter Gomez”. Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Francesco Sapia, che aggiunge: “Sono gravissimi gli addebiti nei confronti di Tallini, che per gli inquirenti avrebbe avvantaggiato la cosca Grande Aracri di Cutro in cambio di voti alle Regionali del 2014. La maggioranza politica della Regione Calabria ne esce travolta sul piano morale. Dunque si ripresenta la necessità e l’urgenza di fare pulizia nei partiti, di affrontare di petto la questione morale, senza più ipocrisia. Bisogna guardare la realtà e smetterla di far finta che non ci sia. Da anni – ricorda il parlamentare pentastellato – denunciamo formalmente la penetrazione criminale nelle istituzioni, il condizionamento dell’amministrazione pubblica e il dominio di potentati mafiosi o d’affari nella gestione dei soldi della comunità, con particolare riferimento alle aziende del Servizio sanitario regionale. È giunto il momento – conclude Sapia – di fare piazza pulita di tutti quei politici che sono rimasti immobili e silenti rispetto ai rapporti tra politica e criminalità, tra politica e comitati di interessi. La responsabilità, come di recente ha ricordato il magistrato Piercamillo Davigo, non è soltanto di chi sguazza in questo sistema, ma è anche, e forse in primo luogo, di chi tifa, anche semplicemente negando il problema, per quanti a questo sistema immorale appartengono”.

Cgil: “Sanità metafora scambio politico-mafioso”

“Dopo anni di corsi e ricorsi finalmente in Calabria alcuni hanno scoperto che la sanità è stata la metafora dello scambio politico-mafioso. Hanno scoperto che di sanità si muore, ma si vincono anche le elezioni, si eleggono consiglieri regionali, parlamentari, sindaci”. A sostenerlo è Angelo Sposato, segretario generale della Cgil Calabria. “Oggi si usano termini come azzeramento del debito, tracciabilità della spesa, sblocco delle assunzioni. Quando li pronunciavamo noi – sostiene ancora il segretario generale della Cgil calabrese – sembravamo degli alieni e la politica tutta, voltava la faccia da un’altra parte, tra sagre, autocelebrazioni, premi inutili e selfie. È in atto un cambiamento culturale, i cittadini hanno capito tutto, vogliono sapere tutto e stanno rialzando la testa. Ed ora che la Magistratura, quella sana, ha aperto le indagini, nulla sarà come prima”. “Forse è stata l’emergenza Covid, forse no – sottolinea ancora Sposato – una cosa è certa: la politica regionale, o meglio, quello che rimane di essa, tranne rare eccezioni, dovrebbe interrogarsi sul ruolo svolto in questi mesi e in questa fase. Non è antipolitica, è constatazione dei fatti. Se abbiamo uno come Spirlì Presidente facente funzioni, anche i partiti hanno fallito. Tutti. Nessuno escluso”.

Lega Calabria: “I nostri complimenti a Gratteri per l’operazione Farmabusiness”

“L’operazione Farmabusiness è un tassello fondamentale per smantellare il sistema di ndrangheta e politica che da anni ha danneggiato la Calabria. I nostri complimenti al procuratore Gratteri e a tutto il nucleo investigativo della procura di Catanzaro”. Questa la nota diramata dalla Segreteria Regionale della Lega Calabria.

Magorno: “Sostegno a Gratteri”

“Continua il prezioso lavoro di Nicola Gratteri per la costruzione di una Calabria libera da ogni logica del malaffare. A Gratteri e a tutti gli operatori impegnati per affermare la cultura della legalità non possiamo che rinnovare il nostro ringraziamento e il nostro sostegno”. Lo afferma, in una dichiarazione, il senatore di Italia Viva, Ernesto Magorno.

Mirabelli: “Criminalità scoglio sviluppo Calabria”

“Gli arresti di oggi testimoniano una volta di più che la Calabria vive, in termini di insediamenti criminali, una situazione drammatica. Si conferma la capacità da parte della Ndrangheta di penetrare in modo capillare nei gangli del tessuto economico, in una promiscuità con la politica che ci deve preoccupare. Serve a questo punto una riflessione complessiva, che metta da parte sterili e inutili polemiche: è sempre più evidente che è la Ndrangheta il vero ostacolo allo sviluppo economico e sociale di quel territorio e che combatterla deve essere impegno di tutte le forze che tengono veramente al futuro della Calabria”. Così il senatore Franco Mirabelli, vice presidente dei senatori del Pd e capogruppo dem in commissione Antimafia.

Granato (M5s): “Tallini si dimetta subito”

“Un terremoto giudiziario che si innesta nella drammatica situazione sanitaria ed economica che vive la Calabria. Senza presidente di Regione, senza commissario ad acta per il piano di rientro in sanità nella fase più acuta della seconda ondata pandemica, e da oggi con il presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, agli arresti domiciliari. La dignità dei calabresi onesti continua ad essere calpestata: sbattuti in prima pagina, senza speranza, la nostra regione diventa emblema del fallimento della politica di ogni colore e ideologia, che cammina sulle gambe di una classe dirigente corrotta e marcia, che scende a compromessi con la ‘ndrangheta per auto-conservarsi”. E’ quanto afferma la senatrice Bianca Laura Granato (M5S) in merito all’operazione  “FarmaBusiness” che questa mattina ha portato all’arresto del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Tallini.

 

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