Home ATTUALITA' Gimbe: “proposta nuovi conteggi inadeguata e rischiosa”

Gimbe: “proposta nuovi conteggi inadeguata e rischiosa”

by Anna Franchino
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La proposta di introdurre un nuovo sistema per conteggiare i pazienti Covid in ospedale è “inadeguata e rischiosa per ragioni cliniche e inapplicabile per ragioni organizzative”, “serve solo ad evitare restrizioni. Tanto vale togliere il sistema delle Regioni a colori”. Lo afferma in una nota il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta sottolineando che la proposta di cambio di contabilizzazione separata tra pazienti ospedalizzati per Covid-19 e pazienti ricoverati per altre patologie, con infezione da Sars-CoV-2 ma asintomatici per Covid-19 porta a “sottostimare il reale sovraccarico degli ospedali”. Innanzitutto, afferma Cartabellotta, “la proposta è inadeguata per ragioni cliniche: considerato che la Covid-19 è una malattia multisistemica che colpisce vari organi e apparati, definire lo status di ‘asintomatico’ è molto complesso, specialmente nei pazienti anziani con patologie multiple; inoltre, la positività al Sars-CoV-2 può peggiorare la prognosi di pazienti ricoverati per altre motivazioni, anche in relazione all’evoluzione della patologia o condizione che ha motivato il ricovero e alle procedure diagnostico-terapeutiche attuate”. Inoltre, prosegue il presidente di Gimbe, “è inapplicabile per ragioni organizzative: la gestione di tutti i pazienti Sars-CoV-2 positivi, indipendentemente dalla presenza di sintomi correlati alla Covid-19, richiede personale, procedure e spazi dedicati, oltre alla sanificazione degli ambienti. Di conseguenza, risulta molto difficile immaginare la gestione degli ‘asintomatici’ senza risorse aggiuntive, in particolare locali e personale”. Infine, sottolinea Cartabellotta “ha rilevanti risvolti medico-legali: la responsabilità di assegnare il paziente ricoverato ad una delle due categorie, con tutte le difficoltà e le discrezionalità del caso, è affidata al personale medico e alle aziende sanitarie, su cui ricadrebbero i rischi”. “Visto che l’obiettivo delle Regioni – conclude Cartabellotta – è chiaramente solo quello di ridurre la percentuale di occupazione in area medica per evitare il passaggio alla zona arancione o addirittura a quella rossa, allora tanto vale eliminare il sistema dei colori, lasciando ad ogni Regione le proprie responsabilità, sull’entità del sovraccarico ospedaliero e sui ritardi alle cure nei pazienti non Covid”.

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