Home POLITICA La Senatrice Rosa Silvana Abate è coordinatrice nazionale e portavoce istituzionale del COPOI

La Senatrice Rosa Silvana Abate è coordinatrice nazionale e portavoce istituzionale del COPOI

da Anna Franchino
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«Comunico – fa sapere la Senatrice Abate – di essere stata nominata coordinatrice e portavoce istituzionale del COPOI, il Coordinamento produttori ortofrutticoli italiani». Il gruppo di lavoro ha scelto la Senatrice Abate come coordinatrice e rappresentante ai tavoli istituzionali poiché già da tempo è stata lei la referente istituzionale di alcuni comitati regionali e locali confluiti poi nel COPOI e si era, dunque, già al lavoro da settimane sia per dare voce alle istanze di pescatori e produttori sia per avviare una serie di interlocuzioni per trovare soluzioni valide ai problemi che attanagliano l’agricoltura, la pastorizia e la pesca italiana. La Senatrice originaria di Corigliano-Rossano, capogruppo per il Misto in Commissione Agricoltura, quindi, è stata designata proprio per il suo continuo impegno a favore della piccola e media impresa dei settori ortofrutticolo, pastorizia e pesca. Una costanza dimostrata con un lavoro portato avanti quotidianamente e senza mai piegare il capo a quei grandi gruppi di potere che oggi stanno orientando sempre più sia le scelte del Governo e sia dell’intero comparto. «Sono lusingata per la nomina ricevuta in queste ore da tutti gli attivisti del COPOI – ha commentato la Senatrice Abate – siamo già al lavoro con tutti i componenti già da diversi mesi perché da un lato sindacati, Ministero e Governo si stracciano le vesti dicendo di voler sostenere le piccole e medie imprese ma poi non si fa realmente nulla in concreto. C’è una evidente crisi di rappresentanza che produttori, pescatori e allevatori evidenziano e che speriamo di colmare con la nascita del COPOI». «Quanto sta accadendo in queste settimane – ha detto ancora la Senatrice eletta nel collegio di Corigliano-Calabro/Crotone –  a livello geopolitico (sia a causa della pandemia del Covid, sia a causa della guerra Russia-Ucraina) ed economico (con l’aumento folle dei prezzi delle materie prime soprattutto in agricoltura) ci deve far capire quanto siano state errate in questi anni le scelte fatte in materia di politica agricola nazionale in Italia spostando tutte le produzioni all’estero o favorendo le importazioni. Le imprese e parlo di quelle medie e piccole su cui si fonda il tessuto economico italiano, hanno bisogno di liquidità perché c’è una oggettiva difficoltà nell’organizzare la prossima campagna produttiva. Una liquidità non assicurata negli ultimi provvedimenti del Governo perché il Ministro Patuanelli, con le sue scelte, continua a non voler ascoltare i produttori facendo il gioco dei grandi gruppi appoggiando, invece, misure come la ristrutturazione del debito». A questo punto pare chiaro e necessario il bisogno di un cambio di passo altrimenti si rischia di far fallire l’agricoltura che rappresenta, insieme al turismo, uno dei due motori dell’economia del Paese. Se veramente si vuole aiutare quella piccola e media impresa che ha sempre prodotto eccellenze nel Made in Italy e ha garantito l’equilibrio e l’autonomia alimentare della nazione anche nella pandemia, bisogna sostenere queste aziende dando loro liquidità per permettere loro di organizzare e garantire la prossima campagna produttiva.  «Questo cambio di passo – ha insistito la neocordinatrice del COPOI – dovrà riguardare anche tutte le scelte politiche fatte fino ad ora e che sono state alla base sia della Pac che prima tutti (me esclusa) hanno lodato e ora da più parti criticano e sia del Pnrr. Altrimenti si rischia ancora una volta di essere dalla parte dei grandi gruppi commerciali distruggendo quel che resta di quella grande eccellenza che era rappresentata dall’agricoltura italiana. Invito ad aderire al Coordinamento – in conclusione – a tutte quelle piccole e medie imprese che non si sentono rappresentate e che vogliono far sentire la loro voce. Come COPOI faremo questo: fare massa critica per essere presenti sui tavoli istituzionali e indirizzare in modo adeguato sia i fondi nazionali che quelli comunitari affinché siano funzionali al settore e risolvano i problemi di produttori, allevatori e pescatori».

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