Home POLITICA Ministro Speranza:”Basta, non alimentiamo polemiche, lasciamo fuori dalla battaglia politica le questioni scientifiche”

Ministro Speranza:”Basta, non alimentiamo polemiche, lasciamo fuori dalla battaglia politica le questioni scientifiche”

di Red02
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“Lo spirito con cui ci muoviamo è l’esatto opposto rispetto ad uno spirito punitivo verso le Regioni. Sappiamo che le misure comportano sacrifici ma non abbiamo alternative se vogliamo superare questa fase. È vero che sono tanti i casi asintomatici ma questa volta sono colpite tutte le Regioni”. Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa alla Camera. “Il virus – ha aggiunto – circola in tutto il paese ed essere in zona gialla non significa essere in un porto sicuro. Se continua ad alzarsi il numero di contagiati, inevitabilmente aumenteranno le terapie intensive e i decessi”.

“Non c’è un’altra strada, la via della precauzione è una via obbligata per arginare la pandemia. I numeri continuano ogni giorno drammaticamente a crescere e sono oltre 1 milione di morti nel mondo, sono cifre che parlano da sole e danno il senso della gravità della situazione. Questo Dpcm è in piena continuità con le misiure che il governo ha tenuto finora, c’è stato sempre un filo comune che unisce tutti i provvedimenti ed è il primato della tutela delle persone, un principio di precauzione evitando che il Ssn venga travolto”.

“Se non pieghiamo la curva il personale sanitario non reggerà l’onda d’urto. Il personale è la questione più importante. Non dobbiamo perdere tempo in polemiche ma dobbiamo lavorare insieme”. Dichiara ancora Speranza. “Ci aspettano mesi non facili ma abbiamo la forza per piegare nuovamente la curva”, ha aggiunto.

“Basta, non alimentiamo polemiche, non sono utili ma terribilmente dannose , lasciamo fuori dalla battaglia politica le questioni scientifiche. Se produciamo un clima sbagliato – è l’appello lanciato da Speranza alla Camera – l’effetto sarà solo il disorientamento e la sfiducia tra i cittadini e questo ci renderà più deboli di fronte alla lotta contro il virus”.

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