Home ATTUALITA' ‘Ndrangheta, Cgil: “dichiarazioni Santelli destano perplessità”

‘Ndrangheta, Cgil: “dichiarazioni Santelli destano perplessità”

di Anna Franchino
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“Gratitudine, sostegno e vicinanza alla Procura antimafia di Reggio Calabria per l’operazione ‘Eyphemos’ tesa a smantellare pericolose organizzazioni criminali nel territorio regionale, che ha portato a numerosi arresti, tra cui anche un sindaco e consigliere regionale appena eletto e coinvolto un parlamentare, in un quadro devastante di rapporti di scambio, trasversali, tra ‘ndrangheta-politica, diventati oramai un fatto di malcostume nauseabondo e di degrado, sotto il profilo etico e morale”. E’ quanto afferma, in un comunicato, il segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato. “Da tempo, la Magistratura antimafia calabrese – sostiene Sposato – segnala quanto è devastante e sottile il nesso ed il rapporto che diversi ambienti della politica calabrese cercano di volta in volta con le organizzazioni criminali, molte volte avvalendosi di procacciatori, mediatori, professionisti e colletti bianchi. Le dichiarazioni del presidente della Regione, Jole Santelli, che ha voluto dare un segnale nominando nella sua giunta, come Assessore, il Capitano Ultimo, nel quadro evidente e palese di intercettazioni ed elementi probatori, destano perplessità, non tanto sotto il profilo dei reati contestati, per cui vale la regola del codice di procedura penale, quanto sotto l’aspetto del degrado etico e morale, nei comportamenti deprecabili e dell’uso spasmodico del voto di scambio, cosa questa che avrebbe dovuto con evidenza condannare e stigmatizzare”. Per il segretario generale della Cgil calabrese “questo quadro di degrado etico e morale era già emerso in altre inchieste della Magistratura antimafia calabrese, che hanno coinvolto trasversalmente diverse formazioni politiche e portato a numerosi scioglimenti di Amministrazioni comunali e coinvolto rappresentanti eletti nelle varie istituzioni pubbliche. É diventata questa, una emergenza democratica e bene fa la Magistratura antimafia ad indagare a fondo, senza fare sconti a nessuno. É un atto dovuto verso i cittadini, verso quella parte sana della società che ancora crede nella democrazia della rappresentanza, del rapporto sano tra buona politica e cittadini, che esula dai pacchetti di voti insani e dal voto di scambio. La Calabria ha bisogno come il pane di buoni esempi, di impegno, di uomini e donne libere da condizionamenti criminali nell’esercizio delle loro funzioni politiche e sociali. Dal presidente Jole Santelli ci aspettiamo più coraggio e chiarezza nel condannare tali comportamenti, almeno sotto il profilo del degrado etico e morale ed essere conseguente, così come dai partiti nazionali, che non possono venire in Calabria ad acchiappare voti a strascico e poi scappare. Noi auspichiamo che la Regione possa tornare presto a costituirsi parte civile nei processi contro la criminalità e la corruzione anche quando viene coinvolta la politica, ed il gonfalone torni ad essere presente nelle manifestazioni a sostegno della Magistratura antimafia calabrese, cosa che non è avvenuta a Vibo Valentia il 24 dicembre. I presupposti, al di la dei proclami della neo-presidente, purtroppo non li vediamo. Sui temi della lotta alla criminalità organizzata e la corruzione non si può tergiversare o assumere atteggiamenti pilateschi. Il garantismo è altra cosa”.

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