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‘Ndrangheta: cosche crotonesi, al processo Stige confermate 38 condanne

di Red
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Trentotto condanne confermate, la riduzione della pena per altri diciotto imputati, l’assoluzione delle altre persone alla sbarra: la Corte d’Appello di Catanzaro oggi ha emesso la sentenza del processo Stige, scaturito dall’omonima operazione con la quale, nel gennaio del 2018, la DDA di Catanzaro ha colpito la potente cosca di ‘ndrangheta dei Farao-Marincola di Cirò. In primo grado, il processo celebrato con il rito abbreviato si era concluso con 66 condanne e 36 assoluzioni. In appello gli imputati alla sbarra erano 80. Nelle sentenza emessa oggi dai giudici di Catanzaro spicca l’assoluzione dal reato di associazione mafiosa per Cataldo Marincola, considerato il principale referente della cosca che domina nel cirotano. Assolto per non aver commesso il fatto perché, a detta dei giudici, Marincola si trova da tempo in regime carcerario duro e quindi non avrebbe potuto associarsi con nessuno nel periodo contestato. I giudici lo hanno condannato a sette anni e 4 mesi di reclusione (in primo grado gli era stata inflitta una pena di 20 anni) per alcune estorsioni commesse nel periodo di latitanza e quando era uscito dal carcere. La sentenza ha quindi confermato diverse condanne inflitte in primo grado come quella a 8 anni di reclusione nei confronti dell’ex sindaco di Cirò Marina, Roberto Siciliani, per il quale è stato riconosciuto il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Tra le posizioni di spicco c’era anche quella dell’imprenditore Franco Gigliotti, che secondo la DDA era il finanziatore della cosca. Per lui i giudici hanno riqualificato il reato da associazione mafiosa a concorso esterno in associazione mafiosa e ridotto la condanna da 10 ad 8 anni di reclusione.

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