Cgil Calabria: “capire cosa fare contro il deficit strutturale della sanità”

Anna Franchino
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Riguardo l’uscita dal commissariamento della sanità calabrese “vorremmo capire quale impegno ci sarà per fronteggiare il deficit strutturale della sanità che, a inizio 2026, è stato certificato in 118 milioni di euro dalla Corte dei conti. A nulla serve l’uscita dal commissariamento senza un effettivo rientro dal debito, con un rilancio della rete ospedaliera, il potenziamento della sanità territoriale e la conseguente integrazione socio-sanitaria. Ricordiamo, tra l’altro, che con la prossima scadenza del Pnrr sarà sancita la perdita della grande occasione per avere case della comunità”.E’ quanto si legge in una nota della Cgil Calabria. “L’attività di commissariamento, in 17 anni, non ha portato alcuna risposta o migliore esercizio in Calabria del diritto costituzionalmente protetto quale quello della salute e, quindi, non contestiamo il superamento di un istituto che non ha portato miglioramenti né dei conti, né dei servizi sanitari. I cittadini calabresi – sottolinea la Cgil Calabria – continuano a fare i conti con le lungaggini delle liste d’attesa, con la necessità di ricorrere alle cure fuori regione o, per chi ne ha la possibilità, a rivolgersi alle strutture private sottraendo risorse alle casse familiari e, a volte, decidendo purtroppo di non curarsi”. “Confermiamo la denuncia dei giorni scorsi rispetto alle gravi condizioni della sanità calabrese e continueremo a batterci per rivendicare in Calabria il diritto alla salute”, afferma il sindacato.

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