Prosegue il monitoraggio indipendente dell’Osservatorio Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sull’attuazione della Missione Salute del PNRR. “Abbiamo analizzato – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – i risultati raggiunti al 30 dicembre 2025 e le criticità che continuano a frenare la riforma dell’assistenza territoriale. L’obiettivo è duplice: fornire ai cittadini un quadro oggettivo, al riparo da letture strumentali, e lanciare un monito a Governo e Regioni sui potenziali rischi che gli inaccettabili ritardi accumulati avranno sulla rendicontazione finale del prossimo 30 giugno”.
Al centro del nuovo report la riforma dell’assistenza territoriale, ancora “ben lontana dall’essere realmente operativa. Al 31 dicembre 2025 solo 66 Case della Comunità (3,9%) risultano pienamente funzionanti e solo 163 Ospedali di Comunità (27,4%) hanno attivato almeno un servizio, ma nessuno risulta pienamente funzionante. Sul fronte digitale, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) rimane ancora incompleto e poco utilizzato per il mancato consenso all’utilizzo dei dati, in particolare nel Mezzogiorno”.
La riorganizzazione dell’assistenza territoriale definita dal DM 77 prevede la realizzazione di 1.715 Case della Comunità (CdC), 657 Centrali Operative Territoriali (COT) e 594 Ospedali di Comunità (OdC). Di queste strutture, le risorse del PNRR finanziavano inizialmente 1.350 CdC, 600 COT e 400 OdC. Nel novembre 2023 i target sono stati rivisti al ribasso: le CdC si sono ridotte a 1.038, le COT a 480 e gli OdC a 307 (Tabella 1). “In altri termini – afferma Cartabellotta – le risorse del PNRR coprono solo una parte delle strutture programmate per la piena attuazione della riforma dell’assistenza territoriale”.
Case comunità in Calabria
Dal report Gimbe emerge che in Calabria le case della Comunità sono 63 quelle programmate di cui, secondo gli ultimi dati disponibili, 2 (3,2%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media Italia 45,5%; dati Agenas al 31 dicembre 2025). Riguardo agli Ospedali di Comunità, 20 quelli previsti di cui, secondo gli ultimi dati disponibili, uno (5%) con almeno un servizio dichiarato attivo (media Italia 27%; dati Agenas al 31 dicembre 2025). Nel Fascicolo Sanitario Elettronico regionale sono disponibili 13 documenti del totale delle 20 tipologie di documenti previste dal DM 7 settembre 2023 (media Italia: 14 documenti; dati Ministero della Salute e DTD al 30 settembre 2025). Solo il 2% dei cittadini della Regione ha espresso il consenso alla consultazione dei propri documenti nel Fascicolo Sanitario Elettronico. Media Italia: 44% (dati Ministero della Salute e DTD al 30 settembre 2025).