Alla Procura di Paola è stata istituita una sezione interamente dedicata alle indagini sui crimini ambientali, per contrastarne il fenomeno crescente in Calabria (seconda in Italia per reati ambientali secondo il Rapporto Ecomafia 2025).
“L’istituzione di una sezione della Procura di Paola, per iniziativa del procuratore Domenico Fiordalisi, interamente dedicata alle indagini sui crimini ambientali – affermano Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, ed Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità dell’associazione – è davvero una scelta di grande valore, per prevenire e contrastare in maniera più efficace queste gravi forme d’illegalità, che colpiscono pesantemente la Calabria, come dimostrano anche i dati dell’ultimo Rapporto Ecomafia di Legambiente. Con 3.215 reati ambientali accertati nel 2024, la Calabria è quarta in Italia, dopo Campania, Puglia e Sicilia, registrando un aumento del 10,4% rispetto al 2023, quando la crescita sul 2022 era stata del 31,4%. Insomma, in due anni gli illeciti penali contro l’ambiente sono cresciuti in Calabria del 41,5%”.
“L’azione costante e quotidiana delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto – si legge in una nota di Legambiente – sempre più specializzata soprattutto dopo l’introduzione nel 2015 dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale, deve trovare nella magistratura un’attenzione altrettanto forte e con competenze dedicate. Legambiente conosce bene l’impegno del procuratore Fiordalisi, al quale nel 2015 ha conferito il premio Ambiente e Legalità per il lavoro svolto da Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, proprio a testimonianza del valore della sua azione nella tutela dell’ambiente e della legalità.”
“Ha ragione il procuratore Fiordalisi – concludono Parretta e Fontana – soprattutto in Calabria il contrasto degli ecoreati è fondamentale per tutelare, insieme al patrimonio naturale e alla salute delle persone, risorse fondamentali per l’economia dei territori, come quelle di carattere turistico”.