Presentati alla Fiera di Rimini KEY – The Energy Transition Expo i dati del nuovo report di Legambiente “Scacco Matto alle rinnovabili” ostacolate e rallentate nel Bel Paese, spiegano dall’associazione ambientalista, da ritardi, lungaggini burocratiche, freni imposti dai ministeri competenti. Il che si ripercuote sul presente e il futuro dell’Italia e per la sua indipendenza energetica. “Un alert preoccupante vista la situazione geopolitica attuale in Medioriente e i conflitti degli ultimi anni che hanno fatto salire alle stelle il prezzo dell’energia e dimostrato tutta la fragilità di un mondo dipendente dalle fonti fossili”, denuncia Legambiente con il nuovo report “Scacco Matto alle rinnovabili”, in cui sintetizza, con dati e numeri, la lunga lista d’attesa di progetti a fonti rinnovabili che aspettano di vedere la luce, ma anche le 108 storie di blocchi alle rinnovabili mappati lungo la Penisola.
I dati
A gennaio 2026 su 1.781 progetti a fonti rinnovabili attualmente in fase di valutazione VIA PNRR – PNIEC, ben 1234, pari al 69,3% del totale, sono in attesa della conclusione dell’istruttoria tecnica VIA PNRR- PNIECC con 17 progetti che attendono risposte da prima del 2021. Tra questi ci sono ad esempio i progetti relativi a due parchi eolici offshore in Puglia: il primo presentato nel Golfo di Manfredonia (FG) risalente al 2008 e il secondo proposto nelle acque del Mar Adriatico meridionale in corrispondenza dei Comuni di Zapponeta, Manfredonia e Cerignola (FG) e presentato nell’aprile 2012. Quest’ultimo, dopo 11 anni di attesa, nel 2023 ha ottenuto parere positivo con prescrizioni – come, ad esempio, la riduzione nel numero degli aereogeneratori – da parte della Commissione Tecnica, ma ad oggi rimane ancora bloccato a quasi 15 anni dalla sua presentazione.
160 progetti in stallo, 88 bloccati
In stallo anche 160 progetti ancora in attesa della determina da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ben 45 in più dello scorso anno; mentre sono 88 i progetti bloccati dalle istituzioni relative ai beni culturali nazionali e regionali di cui 80 dal Ministero della Cultura. “Un dato quest’ultimo”, denuncia Legambiente, “che mostra come troppo spesso questi ‘soggetti’ emettono pareri negativi sugli impianti, in contrapposizione con i pareri emessi dalla Commissione Tecnica VIA PNRR – PNIEC. Un organo che sconta la mancanza di completamento dell’organico previsto e che, nonostante questo, negli ultimi anni ha aumentato la propria produttività e il numero dei pareri. In questo contesto, preoccupa il calo del numero di progetti relativi a nuovi impianti a fonti rinnovabili avviati alla valutazione: dopo due anni di boom (609 nuovi progetti sottoposti a VIA nel 2023 e 603 nel 2024), nel 2025 le nuove istanze di VIA avviate registrano un crollo drastico del 75,3% rispetto al 2024 attestandosi al 149. L’Italia, in tutto ciò, resta ancora lontano rispetto all’obiettivo dei 80.001 MW al 2030 previsti dal Decreto Aree Idonee. In termini di provvedimenti, c’è poi la questione dell’attuale decreto bollette, così come impostato, toglie risorse alle rinnovabili e all’efficienza energetica, mentre continua a dare ossigeno al sistema del gas, arrivando a rimborsarlo, e quindi di fatto esentarlo, dalla tassa sul carbonio prevista dal sistema ETS”.
Parretta: In Calabria opposizioni territoriali contro impianti
“Il tema energetico è sempre più centrale e importante sia nello scacchiere internazionale sia nella nostra regione: per contrastare la crisi climatica, abbassare i costi delle bollette e costruire un futuro senza guerre dobbiamo liberarci dalla dipendenza dal gas e, più in generale, dalle fonti fossili” commenta Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria. “L’unica soluzione per affrontare e risolvere questi problemi passa dallo sviluppo degli impianti di energia rinnovabile sul nostro territorio, oltre che dall’efficienza energetica, a partire dal settore edilizio. In Calabria assistiamo ancora a opposizioni territoriali contro gli impianti da fonti rinnovabili, spesso infondate, pur con le dovute eccezioni. Allo stesso tempo, nella nostra regione – conclude il presidente di Legambiente Calabria – ci sono luoghi al centro della transizione ecologica, come il comune di San Sostene, in provincia di Catanzaro, diventato un esempio virtuoso in tutto il Paese grazie all’installazione di un parco eolico che ha contribuito concretamente alla sostenibilità e allo sviluppo locale, contrastando lo spopolamento e creando opportunità di lavoro”.