Operazione antidroga “Alarico”, cinque condanne nel Cosentino

L’indagine, avviata nel 2016, contestava complessivamente 417 capi d’imputazione

Noemi Cautiero
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Il Tribunale di Cosenza, con sentenza pronunciata dal giudice Marco Bilotta, ha definito la posizione di alcuni imputati coinvolti nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Cosenza e condotta dai carabinieri del Comando provinciale. Le pene inflitte vanno da un anno e sei mesi a sei anni di reclusione, mentre per uno degli imputati è stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. In diversi casi il tribunale ha disposto assoluzioni per singoli capi d’accusa.

Non solo droga

L’operazione “Alarico” aveva portato alla luce una presunta rete di spaccio radicata soprattutto nel territorio del capoluogo bruzio. L’indagine, sviluppata dai carabinieri e coordinata dalla Procura allora guidata da Mario Spagnuolo, contestava complessivamente 417 capi d’imputazione che, oltre ai reati legati agli stupefacenti, comprendevano accuse di estorsione, detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione, furto in abitazione, spendita di monete falsificate, porto di arma clandestina, rapina aggravata e violazioni delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale.

Chiusa l’operazione dopo 10 anni

Le attività investigative presero avvio nel settembre 2016 dopo il sequestro di oltre un chilo e mezzo di marijuana nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata nell’area della confluenza tra i fiumi Crati e Busento. Secondo gli investigatori, quel quantitativo rappresentava soltanto una parte di un più ampio mercato della droga attivo in città. Determinanti per la ricostruzione dei fatti furono le indagini dei militari, le segnalazioni raccolte tra le famiglie e le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, che contribuirono a delineare il funzionamento delle presunte piazze di spaccio nel Cosentino.

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