La politica chiude gli ombrelloni e si riversa nei luoghi dove si organizza la campagna elettorale. Seppur ancora freddi, i segnali, di ciò che da qui a poco vivremo, appassionano perché in campo si sfidano due idee diverse di concepire il governo della regione. E così mentre Forza Italia sostiene che la presidenza Occhiuto ha fatto segnare passi in avanti, in pratica il partito forzista in un post pubblicato dal governatore uscente sostiene di aver fatto più in 4 anni di quanto non sia stato fatto negli ultimi 40. E Tridico che fa? Riparte piazzando nel cuore del dibattito il reddito di dignità, provvedimento anti povertà finanziato con i soldi della comunità europea, questo il cavallo di battaglia, il mantra del suo percorso elettorale. Intanto Flavio Stasi che ha accarezzato per qualche giorno l’ebbrezza della candidatura alla presidenza annuncia che sarà al fianco del candidato del centrosinistra. Farà lo stesso anche Giuseppe Falcomatà? Anch’egli fino all’ultimo candidato in pectore. I sindaci avranno un ruolo, certo, saranno protagonisti, sosterranno le idee dell’uno e dell’altro e così, mentre Stasi giura fedeltà, il primo cittadino di Castrolibero, Orlandino Greco boccia il Campo largo descrivendolo come un’armata brancaleone ostaggio del populismo del M5S . I partiti si muovono e preparano l’operazione non semplicissima che riguarda le candidature. In campo ci sarà il meglio possibile, almeno queste le intenzione delle forze politiche. Forza Italia e Pd schiereranno gli uscenti e pescheranno nella società civile per irrobustire l’offerta, i partiti cosiddetti minori sono alla spasmodica ricerca di candidature visibili capaci d’intercettare consensi. Nel centrosinistra AVS che ha fatto un passo indietro nella scelta dell’europarlamentare avverte il Pd e il M5S di non essere egemoni nelle candidature tuonando come ha fatto Bonelli che il duopolio non va bene e che il Campo largo significa partecipazione allargata e non altro.
Regionali Calabria, prime schermaglie
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