Regionali: i leader contano, ma i partiti sono fondamentali

Redazione
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Come orami avviene nelle campagne elettorali, è così dal 1993 , da quando cioè i partiti hanno assunto la dimensione leaderista che il confronto si polarizza sui candidati capitani  di un progetto politico. Ovunque funziona in questo modo, quindi, anche in Calabria dove Occhiuto e Tridico, un po’ di meno Toscano, stanno accentrando su di loro il dibattito della campagna elettorale.

L’uscente si mostra attraverso i social, l’europarlamentare frequenta le feste dell’unita’.

Certo, e’ ancora presto per sentire i “rumori” della battaglia,  sarà cosi’ fino a quando i partiti non saranno pronti, lo saranno nel giorno in cui verranno presentate ufficialmente le liste.  Dicevamo della visione leaderista della politica che conta e sposta in maniera decisiva il flusso dei consensi. Contano, insomma, personalita’, empatia, capacita’ di illustrare i progetti, conoscenza del territorio e legami personali, ma sarebbe un errore madornale relegare i partiti ad un ruolo di supporto, quasi fossero marginali nel contesto di una competizione.

No, non e’ cosi’ perchè le formazioni politiche con le rispettive compagini di candidati presiedono i territori, dialogano con gli elettori e si caricano di aspettative. Non e’ un caso, per esempio, se le performance di ogni singola forza politica siano  concentrate sulla  la capacita’ di scegliere le migliori proposte di cui dispongono. Almeno dovrebbe essere cosi’, ma la composizione delle liste risente di mille fattori e non sempre l’opzione ricade sulla soluzione migliore.

Nei prossimi giorni, a meno di 10 giorni dalla data ultima per completare il lavoro, assisteremo ad un continua rivisitazione, perche’ fatta eccezione per le postazioni gia’ ad appannaggio degli uscenti, ci sara’ da lottare per trovare posto, almeno nel posizionamento che garantisce aspettative.  

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