Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all’unanimità la legge sulle misure a sostegno del completo svuotamento del bacino dei Tirocinanti di inclusione sociale (Tis), un provvedimento che punta a completare il percorso di superamento del precariato storico entro il 2026. A sottolinearne l’importanza è stato l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Calabrese, che ha definito la norma una vera e propria «legge ponte» pensata per garantire tutela ai lavoratori rimasti esclusi dalle procedure di stabilizzazione già avviate.
La legge regionale sui Tis approvata all’unanimità
Secondo l’assessore Calabrese, il provvedimento rappresenta una tappa fondamentale nel percorso intrapreso dalla Regione Calabria per chiudere definitivamente il capitolo del precariato storico. Il voto unanime dell’Aula testimonia la volontà condivisa delle istituzioni di individuare una soluzione concreta per centinaia di lavoratori e le loro famiglie. La legge nasce al termine di mesi di confronto tra Regione, Governo, enti locali, organizzazioni sindacali e rappresentanti dei lavoratori, con l’obiettivo di accompagnare alla stabilizzazione anche coloro che, finora, erano rimasti fuori dalle procedure già attivate.
I numeri dei Tirocinanti di inclusione sociale in Calabria
Dalla ricognizione effettuata dalla Regione emerge che i Tis ammessi al quinto anno erano complessivamente 3.758. Di questi, 1.055 lavoratori over 60 hanno già usufruito delle misure di fuoriuscita previste.
Parallelamente, grazie alla collaborazione con gli enti locali, sono state attivate 1.765 procedure di avviamento a selezione, con 1.673 tirocinanti già inseriti nei percorsi selettivi finalizzati all’assunzione. Secondo i dati regionali, il bacino residuo sarebbe oggi composto da un massimo di 938 lavoratori, numero destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi mesi.
Le misure previste per i lavoratori esclusi dalla stabilizzazione
La nuova legge introduce un sistema integrato di interventi per garantire tutela ai lavoratori ancora privi di una soluzione occupazionale definitiva. Tra le misure previste figurano la stabilizzazione di 277 lavoratori attraverso risorse statali già disponibili e ulteriori 67 assunzioni grazie a fondi già assegnati ma non ancora utilizzati. Per la restante platea sono previsti percorsi di accompagnamento all’occupazione, incentivi economici per la fuoriuscita volontaria, attività di formazione e riqualificazione professionale e strumenti di politica attiva del lavoro.
Obiettivo 2026: chiudere il precariato storico in Calabria
Per la Regione Calabria la legge rappresenta un passaggio decisivo verso il definitivo superamento dei bacini storici del precariato. L’obiettivo dichiarato è completare il percorso di stabilizzazione entro il 2026, garantendo opportunità concrete ai lavoratori ancora coinvolti. «Non si tratta di annunci, ma di strumenti operativi già definiti», ha evidenziato l’assessore Calabrese, sottolineando come la strategia regionale punti non a creare nuova precarietà, ma a superare quella esistente attraverso interventi concreti e verificabili.