Potrebbero svolgersi il 14 o il 15 giugno le esequie di Waseem Khan, Pashtun Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad, i quattro giovani braccianti agricoli uccisi nella strage di Amendolara. I funerali saranno celebrati secondo il rito islamico e, considerata l’alta partecipazione prevista per dare l’ultimo saluto alle vittime, si sta valutando una cerimonia all’aperto, nella piazza principale del paese o nell’area cimiteriale.
Infatti, le piccole moschee del comprensorio, secondo quanto si apprende, difficilmente potrebbero contenere tutte le presenze attese. Tragedia nella tragedia: non risultano, al momento, richieste di rientro da parte dei familiari residenti in Afghanistan e Pakistan.
Alla cerimonia è attesa anche la partecipazione del vescovo della diocesi di Francesco Savino, accanto all’imam che guiderà la preghiera islamica. Una presenza congiunta che riflette la volontà di condividere il momento del commiato in uno spazio comune, senza mediazioni confessionali.
Le salme delle quattro vittime restano al momento custodite nell’obitorio comunale, sotto sequestro e ancora soggette ai vincoli dell’autorità giudiziaria.