Catanzaro, piano di monitoraggio ambientale dei carabinieri: 18 denunce, sequestri e sanzioni

Alessia Antonucci
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Gestione illecita e abbandono di rifiuti, scarico non autorizzato di acque reflue, illeciti in materia di selvicoltura e di tutela del patrimonio ambientale: questi i reati emersi durante i servizi svolti nel mese di ottobre dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catanzaro e dal Gruppo Forestale di Catanzaro. Controlli che s’inseriscono in un piano di monitoraggio e attività su tutto il territorio provinciale in materia ambientale. Passate al setaccio  numerose aziende di gestione rifiuti ed attività commerciali. Il bilancio è di diciotto persone denunciate all’Autorità Giudiziaria, il sequestro di un immobile, di un capannone industriale, di una ditta edile, di tre autocarri, di due escavatori, di undici veicoli abbandonati e di un’area complessiva di 2.000 mq. Preziosa si è rivelata la capillarità delle Stazioni e dei Nuclei Forestali Carabinieri in grado di mettere in piedi una minuziosa e diffusa azione di monitoraggio sulle varie attività illegali condotte in danno dell’ambiente circostante.

Uso di droni, foto-trappole e telecamere

Nel corso delle operazioni di servizio sono stati messi in campo anche ausili tecnici come droni, foto-trappole e telecamere che hanno consentito di documentare cinque episodi di gestione illecita di rifiuti, due condotte di abbandono di rifiuti non pericolosi, di accertare tre scarichi di acque reflue senza autorizzazione e di appurare che un’azienda del settore ometteva la tenuta del registro di carico e scarico di rifiuti. Le sanzioni amministrative elevate ammontano complessivamente ad oltre 57.000 €.

I reati ambientali contestati

In particolare i Carabinieri hanno sorpreso a San Vito sullo Ionio due operai di una ditta edile estirpare cinque piante di ulivo senza la prevista autorizzazione dell’Ente Regionale preposto. A Carlopoli, in tre sono stati denunciati perché prelevavano illecitamente materiale terroso e rocce in area demaniale lungo il fiume Corace. Ad Amato, in una zona boschiva, cinque persone stavano effettuando dei lavori non autorizzati su beni paesaggistici sottoposti a vincolo, Anche per loro è scattata la denuncia. Ed ancora, l’attività stringente con l’ausilio di droni, foto-trappole e telecamere si è concentrata sull’area lametina riuscendo ad individuare quattro persone che abbandonavano rifiuti lungo un’arteria stradale periferica e documentando anche due scarichi abusivi di acque reflue industriali di un frantoio, con il sequestro dello stabile e delle attrezzature.

 

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