La bara scura entra nella camera ardente, seguita da due bare bianche, la più piccola, uno degli addetti la tiene in braccio, quasi a cullare quel bambino che ha conosciuto così poco la vita, quattro mesi appena. La mamma al centro e i due piccoli ai lati, le rose bianche per Giuseppe e Nicola, ancora rose, colorate per Anna . La camera ardente allestita prima di mezzogiorno in una casa funeraria poco distante dal luogo della tragedia a Catanzaro. Tre bare dinanzi alle quali ogni pensiero si ferma e la luce si trasforma in buio. Lo stesso che ha avvolto la donna la notte tra martedì e mercoledì scorso quando dal terzo piano di questa palazzina in via Zanotti Bianco si è lanciata nel vuoto insieme ai suoi bambini. L’autopsia su corpi di Anna Democrito e dei figli Giuseppe e Nicola , 4 anni e 4 mesi, ha chiarito la dinamica della tragedia che ha sconvolto la città capoluogo e l’intero stivale. L’esame autoptico eseguito nei locali della Medicina legale dell’Università di Catanzaro, avrebbe quindi confermato la caduta simultanea delle vittime. Un esito, quello dell’autopsia che di fatto escluderebbe la versione, prevalente fino a questo momento nelle ricostruzioni, secondo cui la donna avrebbe lanciato nel vuoto i bambini prima di uccidersi. Terminate quelle che in gergo si chiamano procedure, i corpi della donna e dei piccoli sono stati restituiti alla famiglia. Attorno alle bare la mamma di Anna e i suoi fratelli, il via vai , quasi un pellegrinaggio, parenti, amici, conoscenti, per una preghiera e la condivisione di un dolore muto. I funerali previsti per domani pomeriggio alle 17 nella basilica dell’Immacolata. Restano le preghiere tutte per Maria Luce e il suo papa’ , la bimba di sei anni che si è salvata , è ricoverata al Gaslini di Genova
Catanzaro: si è lanciata nel vuoto insieme ai tre bambini
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