Crotone: corruzione, ai domiciliari ex dirigente scolastica e un titolare centro formazione

Alessia Antonucci
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Concussione, tentata concussione, corruzione, peculato, truffa, falsità ideologica e materiale, rivelazione di segreti d’ufficio e induzione indebita a dare o promettere utilità: sono queste le accuse nei confronti di un’ex dirigente scolastica di un istituto secondario del capoluogo di 69 anni e un 40enne titolare di un centro di formazione per corsi scolastici e universitari a Crotone. A eseguire le misure – disposte dal Tribunale di Crotone su richiesta della Procura della Repubblica, diretta dal procuratore Domenico Guarascio – i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Crotone. Le indagini avrebbero portato alla luce una serie di presunte condotte illecite, che, secondo la Procura, coinvolgerebbero sia la gestione dell’istituto scolastico sia la selezione di candidati per concorsi e progetti formativi.

Le irregolarità contestate

Tra le irregolarità contestate all’ex dirigente scolastica: il presunto tentativo di concussione nei confronti di un’impresa edile per ottenere la rinuncia a crediti maturati per lavori eseguiti presso l’abitazione del figlio, e la presunta induzione indebita nei confronti di un imprenditore del settore mobili, a cui era stata promessa una somma di denaro per lavori gratuiti. All’ex dirigente scolastico sono inoltre contestati peculato, truffa e falsità ideologica e materiale legate, stando all’accusa, all’assegnazione di viaggi di istruzione, attrezzature scolastiche e ammissioni in graduatorie per progetti europei, così corruzione in concorso pare per favorire candidati in concorsi scolastici, incluso il TFA Sostegno.

Per il 40enne titolare del centro formativo, le accuse riguardano corruzione in concorso per favorire, pare, candidati in concorsi scolastici e frode processuale per aver manipolato, stando l quadro accusatorio, una SIM telefonica sequestrata per cancellare chat dal proprio profilo Telegram. Secondo gli investigatori, le condotte contestate configurano un quadro di favoritismi, appropriazioni indebite e condizionamenti ai danni di imprese, candidati e dell’amministrazione pubblica. L’attività dei Carabinieri rientra in un più ampio piano di controllo della legalità nella pubblica amministrazione promosso dalla Procura di Crotone. Le indagini sono ancora in corso e potrebbero emergere ulteriori dettagli sulle condotte illecite contestate.

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