La Procura di Crotone ha aperto un’inchiesta sul deposito di terreni e rocce da scavo nel quartiere Fondo Gesù, a Crotone. Nel registro degli indagati è stato iscritto Francesco Stellato, dirigente del settore Urbanistica del Comune, chiamato a rispondere dell’ipotesi di reato di deposito incontrollato di rifiuti. L’area interessata, di proprietà comunale, è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri.
L’inchiesta
Al centro degli accertamenti c’è uno spazio situato tra via Giorgio La Pira e via Giuseppe Di Vittorio, nel popolare quartiere di Fondo Gesù, a ridosso delle abitazioni e di un campetto di calcio. Secondo quanto emerso, i materiali depositati proverrebbero dal cantiere per la riqualificazione dell’ex piscina Coni, sul lungomare di via Cristoforo Colombo. La Procura intende fare luce sulle modalità di stoccaggio dei terreni e delle rocce provenienti dai lavori.
Avviso di garanzia al dirigente comunale
Francesco Stellato, responsabile del settore Urbanistica del Comune di Crotone e responsabile unico del procedimento relativo agli interventi di recupero dell’impianto natatorio, ha ricevuto un avviso di garanzia notificato dai Carabinieri giovedì. L’ipotesi di reato contestata è quella di deposito incontrollato di rifiuti, prevista dal decreto legislativo 152 del 2006, il Testo unico ambientale. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto nell’ambito delle indagini e non costituisce un accertamento di responsabilità.
Area comunale sequestrata, indagano i Carabinieri
L’area in cui sono stati depositati i materiali è stata sottoposta a sequestro dai militari dell’Arma, ai quali sono state affidate le indagini. Gli accertamenti dovranno chiarire la natura dei materiali presenti, le modalità del loro deposito e il rispetto delle disposizioni ambientali nell’ambito dei lavori di riqualificazione dell’ex piscina Coni.