Medico aggredito a Corigliano – Rossano, l’Asp: “utilizziamo meglio le body cam”

Gianluca Pasqua
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Scene viste e riviste nei pronto soccorso, anche ieri a Corigliano il solito copione… un uomo che si presenta in ospedale e perde le staffe inveendo e aggredendo un medico… è capitato ancora. Questa volta pare per l’attesa giudicata troppo lunga dal paziente, tra l’altro con un codice non emergenziale… L’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha espresso piena vicinanza e solidarietà al dirigente medico di nazionalità cubana. L’episodio ha colpito non soltanto la persona aggredita, ma l’intera comunità sanitaria che quotidianamente garantisce assistenza e cure ai cittadini, spesso in condizioni di forte pressione. Dopo l’episodio il personale ha continuato a svolgere il proprio lavoro con senso di responsabilità, nonostante il clima di tensione generato dall’accaduto. Secondo la ricostruzione, l’aggressore non si trovava in una condizione di emergenza critica, non era in codice grave, e proprio per questo l’atto violento appare ancora più inaccettabile: l’attesa in pronto soccorso, per quanto talvolta difficile, non può e non deve trasformarsi in un pretesto per aggredire chi sta lavorando per garantire cure. L’uomo, dopo l’aggressione, si è allontanato spontaneamente e sulla vicenda indagano i carabinieri.  L’ASP di Cosenza richiama con forza la necessità di un migliore utilizzo delle body cam, già disponibili in alcune strutture, ma ancora poco diffuse e non sempre impiegate in maniera sistematica. Questi dispositivi rappresentano un deterrente importante: sapere di essere ripresi può frenare comportamenti aggressivi e contribuisce a proteggere il personale, oltre a fornire elementi oggettivi per eventuali indagini. Parallelamente, si sta lavorando alla riorganizzazione del servizio di vigilanza interna. È previsto un rafforzamento della presenza nelle aree critiche, come pronto soccorso, sale d’attesa e reparti ad alta affluenza. Il direttore generale dell’ASP di Cosenza Antonio Graziano e Il direttore sanitario Martino Rizzo  puntano su una maggiore protezione con l’implementazione degli strumenti di difesa e una maggiore attenzione alle condizioni di lavoro ma anche sulla necessità di un cambiamento culturale.

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