Omicidio Carbone a Cosenza, disposta perizia psichiatrica per De Grandis

Redazione
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Per il momento resta in carcere Francesco De Grandis, l’uomo che ha confessato di essere l’autore dell’omicidio di Luca Carbone, il pizzaiolo freddato a colpi di pistola la mattina del 13 gennaio scorso in via Popilia. Per il 66enne è stata disposta una perizia psichiatrica, il giudice ha accolto la richiesta inoltrata dal difensore dell’indagato. Perizia che stabilirà se lo stato di salute del 66enne è compatibile con la restrizione della libertà. Il delitto avvenuto all’ultimo lotto di via Popilia a Cosenza, è stato risolto dagli inquirenti in una manciata di ore. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori infatti De Grandis, vicino di casa della vittima, ha esploso i colpi dall’alto, in particolare dal suo appartamento, al quinto piano della palazzina, colpendo a morte Luca Carbone, il 48enne è stato colpito al cuore. Quando i militari si sono presentati nell’appartamento di De Grandis, lui ha consegnato le armi che deteneva regolarmente, la pistola calibro 7.65 con cui ha esploso i colpi e un fucile. De Grandis  che ha subito ammesso le sue responsabilità ha detto “non volevo ucciderlo”, volevo solo intimidirlo. L’uomo nel corso dell’interrogatorio non è riuscito a motivare in modo chiaro il gesto, tanto che gli stessi pubblici ministeri hanno parlato  di dichiarazioni definite stravaganti e prive di fondamento, di riscontri con la realtà. Una vicenda che lascia tante domande, se il 66enne dipendente di una ditta di pulizia, non era lucido, e il dubbio arriva dalla richiesta di perizia psichiatrica, come mai deteneva regolarmente delle armi? Il suo bersaglio era la vittima o chiunque in quel momento fosse stato nel posto sbagliato e nel momento sbagliato? Le risposte arriveranno in un caso difficile anche da raccontare

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