Sarebbero due fratelli di 20 e 21 anni, originari di Belvedere Marittimo e attualmente residenti e lavoratori all’estero, i presunti responsabili del pestaggio costato la vita ad Antonio Perrotta. I due sono stati individuati dagli investigatori e, in queste ore, sono sottoposti agli interrogatori.
La Procura di Paola avrebbe ricostruito anche la dinamica dell’aggressione. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la discussione tra i tre sarebbe iniziata all’interno del Castello di Sangineto, per poi proseguire all’esterno, nel piazzale antistante il locale, dove la situazione sarebbe degenerata fino al pestaggio.
Antonio sarebbe stato colpito ripetutamente, anche con un casco, riportando profonde e devastanti lesioni cerebrali.
Dopo la violenta lite, il 34enne si era recato al pronto soccorso di Cetraro, riferendo ai sanitari di essere rimasto vittima di una caduta. Con il passare delle ore, però, le sue condizioni si sono aggravate, rendendo necessario il trasferimento all’ospedale Annunziata di Cosenza.
Ricoverato in Rianimazione, i medici hanno tentato di salvargli la vita con una serie di interventi. Ma le profonde lesioni cerebrali riportate non gli hanno lasciato scampo: Antonio è morto poco dopo le sei del mattino.
Fin dalle prime ore, il procuratore di Paola Domenico Fiordalisi ha incaricato gli investigatori di ricostruire quella che appariva come una vicenda complessa e ancora piena di interrogativi.
Gli investigatori hanno ascoltato numerose persone presenti quella notte e soprattutto hanno passato al setaccio ore di filmati delle telecamere di videosorveglianza. Proprio dall’analisi dei fotogrammi, incrociata con le testimonianze raccolte, sarebbe arrivata la svolta nelle indagini e l’identificazione dei due giovani.
Ora saranno gli interrogatori a rappresentare un passaggio decisivo per ricostruire ogni dettaglio della notte e accertare le responsabilità per la morte di Antonio Perrotta.