Ritrovati cellulari e coltelli in un borsone nel vano ascensore nel carcere di Rossano

Anna Franchino
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“Non si placano le criticità nel carcere di Rossano dove, nella mattinata odierna, presso il reparto Alta sicurezza, precisamente nel vano ascensore, sono stati rinvenuti alcuni borsoni contenenti oltre telefoni cellulari, coltelli rudimentali, una macchina professionale per i tatuaggi, completa di accessori, e vari utensili. È plausibile immaginare – affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe e Francesco Ciccone, segretario nazionale – che i telefoni potessero servire per concederne l’uso o la cessione onerosa ad altri reclusi. È importante comprendere queste dinamiche, ma è altrettanto importante intensificare necessariamente l’opera di prevenzione della polizia penitenziaria, aumentando mezzi e risorse. Per una più efficace prevenzione – proseguono i due sindacalisti – sarebbe opportuno schermare gli istituti, in modo da rendere inefficace l’uso dei telefoni. Solo così si potrebbe fermare definitivamente l’ingresso illegale dei telefoni cellulari in carcere, cosa che, peraltro, costituisce reato. Un reato la cui introduzione nel codice penale, avvenuta nel 2020,  art 391 ter, non ha però sortito l’effetto deterrente sperato.”

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