Strage Amendolara, acquisiti i risultati del DNA sulle vittime

Alessia Antonucci
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Dopo settimane intense di attesa, di preghiere, di giornate senza fine, sono arrivati dalla Questura di Cosenza i risultati del DNA delle salme dei braccianti agricoli bruciati vivi il primo giugno ad Amendolara. I parenti, giunti in Calabria per sottoporsi al prelievo utile a identificare i corpi carbonizzati, hanno avuto la notifica dell’accertamento delle salme. Ciò significa che sono dissequestrate e possono essere restituite per il rimpatrio. Sono tre i risultati del DNA effettuati: i parenti di una delle quattro vittime non hanno potuto raggiungere la nostra regione per sottoporsi all’esame. Quindi, si andrà per esclusione, ma bisogna capire se la quarta salma potrà essere restituita alla famiglia. Nodi da sciogliere in queste ore dagli organi competenti.

Intanto, quella lunga scia di giorni che si sono trascinati tra angoscia e preoccupazione, sta per concludersi: finalmente i parenti sanno davanti a quale bara piangere, quale portare in Patria, quale restituire alle famiglie in Pakistan e in Afganistan. La macchina organizzativa sta concludendo l’iter per il rimpatrio: le salme dovrebbero essere rimpatriate con un volo cargo. Ad accompagnarle solo uno dei parenti qui in Calabria perché gli altri sono richiedenti asilo.

A oltre un mese dalla strage ad Amendolara, Waseem, Amin, Ullah e Safi stanno per lasciare questa nostra terra: una terra che per loro è stata di passaggio in quel circolo di sfruttamento che li ha stretti nella morsa atroce del caporalato appena arrivati in Italia, che si è stretta attorno alle loro famiglie appena si è consumata quell’efferata strage, che ha condannato il caporalato e le aziende conniventi, che ha lanciato nuovi appelli e misure per lo schiavismo moderno. Una terra che resterà segnata da questa strage, come monito per arginare lo sfruttamento, per dare dignità ai braccianti agricoli, per quella consapevolezza che non ha confini ma vuole garantire diritti e libertà. Quelli che cercavano e hanno pagato con la vita, Waseem, Amin, Ullah e Safi.

 

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