Bartolomeo: “Cosenza, la città “europea” che abbandona i più fragili”

Anna Franchino
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“Cosenza continua a definirsi una città moderna e inclusiva, ma basta camminare per le sue strade per scoprire una realtà completamente diversa. Nei pressi di Piazza Kennedy e passeggiando lungo Piazza XI Settembre, i percorsi tattili per non vedenti sono interrotti, mancanti, rattoppati con materiali di fortuna, persino con pezzi di plastica che annullano del tutto la loro funzione. Un non vedente deve potersi fidare della continuità delle mattonelle tattili, non rischiare di perdere l’orientamento per colpa dell’incuria. Una città che si proclama “europea” dovrebbe partire dai più fragili, non relegarli all’ultimo posto con interventi improvvisati e indecorosi. Il quadro peggiora ancora se si prova a percorrere il tragitto tra Piazza Europa e Piazza Bilotti con una carrozzina: un’impresa quasi impossibile. Accessi ai marciapiedi ripidi, discese irregolari, buche, mattonelle che saltano, avvallamenti continui: il percorso non è solo difficile, è umiliante. A questo si aggiunge un altro paradosso cittadino: marciapiedi già stretti o danneggiati su cui sono state collocate panchine in ferro e legno che ostruiscono il passaggio, posizionate senza alcuna logica, criterio o visione.  Installazioni spuntate quasi ( e sottolineiamo ironicamente -quasi- ) “per far contento qualcuno”, senza valutare sicurezza, accessibilità o flussi pedonali. Un ostacolo in più per chi già affronta barriere quotidiane. A Cosenza manca completamente un piano serio e organico per la ristrutturazione e l’accessibilità dei marciapiedi. Si interviene a pezzi, senza visione, senza priorità e senza comprendere che l’accessibilità non è un favore, ma un diritto. Una città non si misura dalla retorica, ma da come tratta chi ha più difficoltà. E oggi Cosenza, purtroppo, sta fallendo proprio lì dove dovrebbe dimostrare la massima civiltà. ” La nota è a firma di Roberto Bartolomeo (Italia del Meridione).

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