Il 12 gennaio, durante il Consiglio comunale di Malvito, i consiglieri di minoranza
Guaraglia, Callisto e Turano hanno abbandonato l’aula, denunciando la grave
illegittimità che ha caratterizzato la seduta consiliare con la quale si è provveduto
all’approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) e l’ipotesi di bilancio
stabilmente riequilibrato 2025-2027.
Nello specifico, la maggioranza ha operato in netta violazione dei dettami normativi e
regolamentari sui termini di deposito degli atti e sulle modalità di convocazione del
Consiglio Comunale nonché in spregio delle prerogative riconosciute ai Consiglieri
Comunali dalle disposizioni di cui art. 174 del D.lgs. n. 267/2000 (TUEL) che attribuisce
espressamente al Regolamento di Contabilità dell’Ente Comunale la previsione di un
«congruo termine» entro cui l’organo esecutivo deve mettere a disposizione dei
Consiglieri gli atti del bilancio, nonché degli art. 8, 11 e 12 del Regolamento di
Contabilità, i quale dispongono che tutta la documentazione afferente il DUP e del
bilancio di previsione devono essere messi a disposizione dei consiglieri almeno dieci
giorni prima della data prevista per la loro approvazione da parte del consiglio
comunale. Tutto ciò non si è verificato, in quanto l’amministrazione, in netta violazione
delle succitate norme, ha inteso mettere a disposizione dei consiglieri la
documentazione per un lasso di tempo di 3 giorni, (di cui due festivi: sabato e
domenica) ostacolando in maniera evidente le prerogative spettanti ai consiglieri
comunali nell’espletamento delle loro funzioni. Difronte a tali irregolarità, i gruppi
consiliari di opposizione, con documenti che si allegano alla presente hanno chiesto al
Sindaco di annullare la convocazione e di indire una nuova seduta atta a ristabilire il
diritto ad un’adeguata partecipazione alla discussione e quindi la necessaria conformità
della seduta consiliare alla legge, allo statuto ed ai regolamenti. Nonostante le palesi
violazioni denunciate, l’amministrazione comunale- con il consenso del segretario
comunale, quale consulente legale dell’Ente- non ha inteso ripristinare il principio di
legittimità su cui deve essere improntata l’azione amministrativa.
Pertanto, a fronte di tali irregolarità non ci resta che adire l’autorità giudiziaria
amministrativa (TAR Calabria) per il ripristino del principio della legittimità
amministrativa. Dal suo canto il sindaco affermava che l’approvazione degli atti
finanziari imposti dalla legge rientrano tra le sedute urgenti con conseguente deposito
degli atti – a disposizione dei consiglieri- nel termine di 3 giorni, dando lettura, anche,
dell’art. 259 del TUEL che prescrive un termine perentorio di tre mesi dall’insediamento
dell’OSL ( nel nostro caso la scadenza era proprio il giorno del Consiglio) per presentare
l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per gli enti locali in dissesto finanziario.
Le minoranze, proprio riferendosi al termine perentorio che l’art. 259 del DLGS
267/2000 sancisce, hanno inteso indignarsi per l’ennesimo Consiglio comunale
convocato in seduta d’urgenza sottolineando come il tutto si sarebbe potuto svolgere
nell’ordinarietà semplicemente rispettando quanto è prescritto dal TUEL e quindi
agendo nei tempi giusti.
Quanto narrato costituisce in maniera lapalissiana il senso di approssimazione che a
nostro avviso regna nell’agire amministrativo di questa amministrazione.