Mercure, incostituzionale la legge Laghi. Il Consigliere: “Sentenza da leggere bene”

Alessia Antonucci
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Giudicata incostituzionale la norma che imponeva alle centrali a biomasse, all’interno delle aree protette, di ridurre la potenza sotto i 10Mw termici, più nota come “legge Laghi“. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ieri ha reso nota la sentenza che, di fatto, cancella l’articolo 14 della legge regionale n.36/2024 della Calabria, “ma certamente non senza se e senza ma – scrive in una nota il consigliere regionale Ferdinando Laghi. L’articolo in questione riguardava le altre aree protette calabresi, introducendo quanto previsto nel Piano del Parco Nazionale del Pollino, in cui è previsto il contingentamento della potenza delle centrali a biomasse nell’area del Parco più grande d’Italia. Piano del Parco che, dopo la sua recente approvazione anche da parte della Regione Basilicata, entra finalmente in vigore, dopo oltre 30 anni di attesa.                                 

La “legge Laghi”, stando al consigliere, “solo indirettamente tirava in ballo la mega centrale del Mercure, situata nel cuore del Parco del Pollino e oggetto da ben oltre venti anni di proteste e mobilitazioni popolari da parte degli abitanti della Valle. Alla centrale sono addebitati i danni provocati in passato e i rischi – collegati all’incenerimento di 350.000 tonnellate di alberi all’anno e alle emissioni di centinaia di TIR adibiti al trasporto delle biomasse – per la salute dei residenti, a causa dell’emissione di sostanze nocive derivanti dai processi di combustione.  

“Al di là delle scomposte reazioni di alcuni, tra cui qualche disinformato collega Consigliere regionale, – commenta Ferdinando Laghi – la sentenza, per chi ha avuto la cura di leggerla, apre prospettive assai interessanti per le aree protette. “Gli spunti, importantissimi, della sentenza, che a mio modo di vedere è una classica “vittoria di Pirro”, sono tanti e confortanti. In primo luogo, viene sottolineata l’importanza prioritaria della tutela delle aree protette e dell’ambiente in generale, anche sulla base del più volte richiamato articolo 9 della Costituzione, nella sua più recente formulazione che gli attribuisce il rango legislativo più elevato, cioè quello costituzionale. Ma anche la potestà legislativa riconosciuta alle Regioni di individuare aree idonee e non idonee per impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, con la specificazione che le biomasse, per le loro caratteristiche climalteranti derivanti dalla combustione, devono indurre a particolare cautela, anche nell’ambito delle stesse Fonti di Energia Rinnovabile (FER). Lo stesso strumento utilizzato nella “norma Laghi” – conclude il Consigliere-, cioè una legge piuttosto che un atto amministrativo, è stato giudicato dalla Corte utilizzabile, seppur a determinate condizioni. In definitiva penso si possa dire che la Corte Costituzionale abbia “apprezzato” lo spirito della legge, pur non condividendone le modalità di realizzazione. Ne prendiamo atto e ne faremo tesoro – termina il Consigliere Laghi -, certo è che l’impegno per la tutela della salute, dell’ambiente e dello sviluppo vero e duraturo della Calabria, secondo le vocazioni della nostra terra, continuerà con rinnovato slancio”.

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