È arrivato anche l’ultimo via libera istituzionale: il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano di rientro del Servizio sanitario della Regione Calabria per il triennio 2026-2028, adottato dalla Giunta regionale lo scorso 7 luglio. Il provvedimento, proposto dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con il ministro della Salute Orazio Schillaci e sentito il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, completa così l’iter avviato nelle scorse settimane dopo il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni. Si tratta di un passaggio decisivo nel percorso che punta a riportare gradualmente la sanità calabrese alla gestione ordinaria dopo anni di commissariamento. Il Piano individua le strategie da attuare nei prossimi tre anni per migliorare i livelli essenziali di assistenza, rafforzare l’equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario e ridurre la mobilità passiva, che continua a spingere migliaia di calabresi a curarsi fuori regione.
Tra gli interventi principali c’è il ruolo centrale di Azienda Zero, chiamata a gestire in modo coordinato il reclutamento del personale e i sistemi digitali, con l’obiettivo di colmare la carenza di organici accumulata negli ultimi anni. Previsti inoltre il potenziamento della medicina territoriale con l’attivazione delle Case e degli Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR, il rafforzamento del sistema dell’emergenza-urgenza, con l’aumento delle postazioni del 118 e dell’elisoccorso, e il raggiungimento dei target nazionali negli screening oncologici. Sul fronte economico il Piano punta alla certificazione dei bilanci delle aziende sanitarie e alla definitiva ricognizione del debito pregresso, mentre per contenere la mobilità sanitaria sono previsti il potenziamento dell’offerta regionale e accordi con le principali regioni di destinazione dei pazienti, con l’obiettivo di recuperare progressivamente risorse e prestazioni all’interno del sistema sanitario calabrese.