La campagna per le suppletive di Reggio Calabria entra nel vivo e, prima ancora del voto, a scaldare la partita è la frattura interna al centrodestra. Domenico Giannetta sembra provare a mettere acqua sul fuoco, precisando di non aver rotto con Roberto Occhiuto e rivendicando una posizione di autonomia anche dopo l’uscita da Forza Italia e dichiarandosi pronto a votare provvedimenti della maggioranza per il bene della Calabria. Parole che però, almeno per ora, non sembrano bastare a raffreddare il clima dalle parti degli azzurri, dove la scelta dell’ex capogruppo di candidarsi con Futuro Nazionale di Roberto Vannacci viene considerata una vera e propria rottura politica.
I consiglieri regionali di Forza Italia hanno parlato di una condotta inaccettabile, sancendo di fatto la chiusura del rapporto con Giannetta e la sua uscita dalla maggioranza. Sul terreno elettorale, il centrodestra punta invece su Fabio Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia, scelto direttamente dal partito per contendersi il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro dopo l’elezione a sindaco di Reggio Calabria. Una candidatura di peso sul piano nazionale, ma che apre anche un interrogativo politico: quanto potrà incidere, in un collegio calabrese, la scelta di affidarsi a un esponente non radicato sul territorio?
Dall’altra parte c’è Giannetta, che con Futuro Nazionale proverà a intercettare soprattutto una parte dell’elettorato di destra, ma anche quel voto di di delusione che potrebbe non riconoscersi nella scelta di Forza Italia di non scegliere un esponente del territorio. La sua candidatura rischia quindi di introdurre un elemento di competizione dentro lo stesso bacino elettorale del centrodestra. Ed è proprio qui che potrebbe aprirsi uno spazio per il centrosinistra. La divisione del fronte avversario rappresenta una possibilità concreta, ma non una garanzia di vittoria. Per trasformarla in un vantaggio, il centrosinistra dovrà recuperare terreno rispetto agli ultimi appuntamenti elettorali, a partire dalle comunali di Reggio Calabria, che hanno consegnato un quadro tutt’altro che favorevole. La vera partita, dunque, sarà capire se la frattura del centrodestra resterà una guerra interna o diventerà l’occasione per cambiare gli equilibri del collegio.