Il calcio è uno sport popolare, se togli la componente popolo, il giocattolo si svuota e si trasforma in mero calcolo economico che risponde a logiche costi benefici, ma la palla che rotola sul prato erboso, è passione, appartenenza, fidelizzazione. Ora, se chi è alla guida in una società di calcio, fatica a comprendere questa cultura, filosofia, questo modo di rappresentare il territorio, vuol dire non essere all’altezza del compito. Chiudere le curve del San Vito Marulla per razionalizzare gli spazi è un atto grave, un gesto simbolico, un atteggiamento che stride in maniere visibile, forte e irrecuperabile nei confronti di un’intera tifoseria. E’ da tempo che il mancato coinvolgimento del tifo ha prodotto una spaccatura evidente e dolorosa che sta determinando un progressivo ed inarrestabile depauperamento del patrimonio di passione da sempre caratteristica principale in quest’area della Calabria con i colori rossoblù. Aver forzato la mano, sfidato costantemente il contesto pallonaro, ha generato una crisi di vocazione del tifo. Guarascio, evidentemente estraneo alle dinamiche della società cosentina, lontano dai suoi desiderata, non comprende i rumori che la attraversano, le sensibilità che la animano e l’amore che la pervade. Curve chiuse, stadio vuoto, silenzio assordante è la più brutta immagine dello sport, ma questa è la dimensione attuale, questa è la condizione attuale che suscita amarezza. Il futuro? E chi lo sa….fino a quando la prova di forza sarà al centro dell’offerta calcistica, difficilmente si potrà tornare ad incoraggiare i propri beniamini. E intanto i consiglieri comunale di opposizione scrivono in una nota che “si respira un clima è surreale, un’ aria tossica. Chiudere le curve significa cancellare ogni possibilità di ricucire il rapporto con i tifosi, ormai in totale rottura con il presidente Guarascio. Noi siamo con loro – scrivono e fanno sapere che si sono preoccupati di verificare se ci fossero motivi strutturali tali da impedire ai tifosi di accedere sugli spalti, ma non è così. Auspichiamo che il Sindaco Caruso concludono poi, riesca a ridare dignità al Cosenza, che è e resta dei cosentini”. “Una scelta che non ha nulla a che fare con il Calcio” il commento dell’imprenditore Alfredo Citrigno fra coloro che avevano avuto contatti con il club per acquistare il Cosenza.
Curve chiuse, polemiche roventi
81
articolo precedente