Home breaking-news Ospedale Polistena, Auddino (M5S): specializzandi non possono sostituire medici di ruolo

Ospedale Polistena, Auddino (M5S): specializzandi non possono sostituire medici di ruolo

da Isabella Roccamo
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“Più di un mese fa avevo pubblicamente segnalato il problema della carenza di personale medico del reparto di cardiologia dell’ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, auspicando che l’Asp di Reggio Calabria intervenisse per tamponare l’emergenza con almeno due medici a tempo determinato. A un mese di distanza, l’Azienda Sanitaria è intervenuta reclutando tre medici specializzandi, ossia medici in formazione specialistica che per definizione non posseggono ancora la piena autonomia professionale. È evidente che questa non può essere la soluzione al problema da me rilevato: i medici specializzandi sono indubbiamente un valido supporto per i quattro dirigenti medici attualmente rimasti in reparto, ma la loro attività è un’attività di affiancamento che necessita di essere supervisionata dal tutor”. Lo afferma in una nota il senatore Giuseppe Auddino del Movimento 5 Stelle.
“I medici in formazione specialistica – continua il senatore – non sono ancora in grado di sostituirsi al personale medico di ruolo che con grande responsabilità e abnegazione continua a fare i salti mortali per poter garantire le prestazioni richieste e coprire i regolari turni diurni e notturni. I medici nel territorio ci sono, in questo momento è fondamentale tamponare immediatamente la carenza di personale reclutando almeno due unità di personale medico dirigenziale a tempo determinato nell’attesa che vengano banditi al più presto i concorsi per nuove assunzioni a tempo indeterminato. Auspico ancora una volta che l’Azienda Sanitaria reggina prenda in seria considerazione la gravissima problematica che sta vivendo l’ospedale di Polistena assegnando immediatamente al reparto di cardiologia nuovi dirigenti medici in grado di garantire qualità e quantità dei servizi erogati nel nostro ospedale valutando, data la situazione emergenziale, di accogliere favorevolmente le istanze dei medici – conclude Auddino – che nei vari presidi hanno manifestato la volontà di rimanere in servizio fino al settantesimo anno d’età”.

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