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Processo Xenia, difesa chiede piena assoluzione per Mimmo Lucano

di Red
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“Mimmo Lucano è innocente, ecco perché come difesa chiediamo ai giudici del Tribunale di Locri la sua assoluzione con formula piena”. E’ quanto ha sostenuto, nella sua arringa, l’avvocato Giuliano Pisapia, difensore dell’ex sindaco di Riace nel processo “Xenia”, alle battute conclusive davanti al Tribunale di Locri. Il dibattimento riguarda l’indagine, coordinata dalla Procura di Locri e condotta dalla Guardia di Finanza, sul modello di integrazione diffusa dei migranti che ha reso la cittadina della Locride celebre a livello nazionale ed internazionale. La Procura di Locri, guidata da Luigi D’Alessio, ha chiesto ai giudici la condanna dell’ex sindaco di Riace a 7 anni e 11 mesi di reclusione. Lucano, che oggi era presente in aula, è accusato di associazione per delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. “Il Tribunale di Locri – ha aggiunto Pisapia – deve giudicare l’esatto agire di Lucano. Egli, infatti, ha dato risposte e disponibilità in un periodo di urgenze in Italia in tema di immigrazione. A Riace ha fatto quello che doveva essere fatto dallo Stato. E lo ha fatto, tra l’altro, non solo tamponando l’assenza dello Stato, ma in perfetta buonafede e senza scopi di lucro o altri guadagni personali”. Per il legale, “quello a carico di Lucano non è un processo politico. Però in questo dibattimento c’è stato un accanimento terapeutico. Quando si parla di attenuanti generiche bisogna evidenziare la figura di Mimmo Lucano come colui che ha vissuto a Riace con i soldi della pensione del padre e con l’indennità di sindaco. Nient’altro. Tutti i premi in denaro finora ricevuti li ha devoluti in beneficenza”. Per l’avvocato Andrea Daqua, l’altro legale dell’ex sindaco di Riace, “per colpire Lucano è stata fatta una forzatura della legge”. Lunedì, in mattinata, è prevista la replica della pubblica accusa. Subito dopo i giudici del Tribunale di Locri entreranno in camera di consiglio per la sentenza. Il verdetto, secondo quanto è stato anticipato, dovrebbe essere emesso giovedì 30 settembre.

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