Home ATTUALITA' Reddito, Sbarra: a sud serve lavoro produttivo non carità

Reddito, Sbarra: a sud serve lavoro produttivo non carità

di Anna Franchino
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“Il lavoro di qualità prima di essere distribuito va creato. E dove è raro, come al Sud, va difeso a ogni costo. Per questo servono investimenti veri su infrastrutture, politiche industriali e poi un fisco che va riformato a favore di redditi medio-bassi da lavoro e pensione. Senza un cambio di marcia su questi temi ogni riforma sarà inutile: tanto più nel Mezzogiorno, dove serve lavoro produttivo e non assegni caritatevoli. Anche per questo il 22 giugno daremo vita a Reggio Calabria a una grande manifestazione nazionale unitaria”. Lo ha sostenuto, è scritto in una nota, il segretario generale nazionale aggiunto della Cisl Luigi Sbarra, intervenendo, a Lamezia Terme, ad un convegno promosso dalla Cisl-Fp Calabria su “Reddito di cittadinanza: quale impatto sui Centri per l’impiego, sull’Inps, sugli Ispettorati del lavoro della Calabria e sul bisogno di lavoro dei calabresi?”. Sbarra, riferisce la nota, ha ribadito l’esigenza di “investire molto di più sulla fragile rete del Centri per l’impiego con un Piano di reclutamento serio che vada oltre l’assunzione precaria di qualche navigator. Servono immissioni stabili e ben formate, che ci avvicinino agli standard europei. I Centri devono saper dialogare tra loro: le banche dati devono essere digitalizzate e connesse con i database di Inps, Agenzia delle Entrate e Miur”. Ha poi aggiunto che “solo grazie al pressing del sindacato, il Reddito di cittadinanza è stato migliorato rispetto al testo iniziale, nato in stanze chiuse e senza il minimo confronto sociale. Ma persistono criticità molto importanti, specialmente nella aree grigie a cavallo tra politica attiva e politica sociale. C’è un presupposto fondamentale da cui partire: un posto di lavoro, oggi, non mette più al riparo dall’esclusione sociale”. Il segretario generale della Cisl Fp Maurizio Petriccioli, è detto ancora nella nota, ha rimarcato il fatto che “il Reddito di cittadinanza sia stato introdotto nel nostro Paese senza alcun confronto e concertazione, a differenza del Rei che era passato da un confronto con le Parti sociali. La dignità si acquisisce con il lavoro e non con l’assistenzialismo”. Quindi ha sottolineato “l’errato approccio ai problemi del lavoro pubblico e alla riforma della Pubblica amministrazione che anche questo Governo e il ministro Giulia Bongiorno, stanno avendo. Il Governo deve capire quali servizi intende erogare attraverso gli uffici pubblici e conseguentemente predisporre un piano industriale, con l’individuazione delle risorse umane e strumentali necessarie”.

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