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Rende, presentata la Consulta delle Pari Opportunità e dei Diritti Umani

di Anna Franchino
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Presentata stamane a Rende nella sala Tokyo del Museo del Presente la Consulta alle Pari Opportunità e ai Diritti Umani.
“Quello della consulta deve essere uno strumento di democrazia diretta esportabile anche nelle altre municipalità. Da qui devono partire proposte e azioni da condividere con la nostra amministrazione e per costruire una comunità pluralista, equa e solidale c’è la stringente necessità di fare rete tra istituzioni, cittadini e realtà associative. Non pensiamo solo alla nostra area urbana, ma all’intero territorio regionale”, ha dichiarato il sindaco Marcello Manna che ha proposto ai neo componenti della Consulta: “di dialogare costantemente e confrontarsi sui grandi temi quali il PNNR”.
“E’ancora tanto il lavoro da fare perché le conquiste civili vengano condivise anche da chi non vive direttamente sulla sua pelle il peso delle discriminazioni. Un peso assai gravoso per le persone interessate da più fattori di vulnerabilità. Sono questi i presupposti dai quali nel mese di marzo è iniziata l’idea di creare partecipazione e di coinvolgere associazioni e cittadinanza attiva su temi che non possono risolversi in una delega assessorile aprendo ad un approccio intersezionale alle pari opportunità. La sfida che si prospetta e’ quella di riuscire attraverso la più ampia partecipazione pubblica a garantire sul territorio il  diritto di ogni persona a non subire discriminazioni sulla base di sesso, genere, orientamento sessuale, disabilità, etnia, fede religiosa, cultura, lingua, classe sociale, ovvero sulla base di qualsiasi altro elemento identificativo”, ha spiegato l’assessora alle pari opportunità Lisa Sorrentino.
“Anche per la scelta dei componenti il percorso è stato assolutamente partecipato. Dopo i primi incontri c’è stata una fase di mappatura su tutte le realtà esistenti che si occupano del tema o che comunque mostrano sensibilità allo stesso alle quali è stato chiesto l’interesse a partecipare. Ed oggi grazie alla fiducia e all’impegno del nostro sindaco  siamo riusciti a creare la Consulta Pari Opportunità e Diritti Umani”, organismo consultivo in materia, che si propone di trasferire al territorio una vasta base di conoscenze e competenze con finalità quali promuovere equità, parità e diversità come valori imprescindibili per lo sviluppo umano, porre in essere azioni finalizzate alla lotta alle discriminazioni in un’ottica
intersezionale, attuare e promuovere una formazione mirata, trasversale e pluridisciplinare ed in
generale in tutti quegli ambiti nei quali le pari opportunità agiscono, costituire tavoli tra i diversi attori ai diversi livelli territoriali sulle discriminazioni e le
pari opportunità, creare osservatori e sportelli di supporto, nonché reti tra tutti quei soggetti presenti sull’area urbana”, ha concluso Sorrentino.
Dagli interventi è emersa comune la volontà di fare rete: “per amplificare le nostre voci. È questa occasione di arricchimento ed è importante dialogare con le istituzioni”, ha sottolineato Cristian Gaudio, presidente Arcigay Cosenza.
Anche Silvio Cilento, presidente Arci Cosenza ha affermato: “bisogna ascoltare il territorio, raccoglierne le istanze, dialogare off-line per realizzare un cambiamento oggi più che mai necessario”.
“Bisogna consolidare le alleanze trasversali e trovare momenti di sintesi “, ha dichiarato Giovanna Vingelli, direttrice del Women Studies “Milly Villa”.
Erminia Anselmo, del centro territoriale Auser ha poi sottolineato l’importanza: “di creare azioni positive in grado di scardinare la lingua dell’odio. Bisogna avere la capacità di pensare globale e agire locale”.
L’assistente sociale specialista Gennaro Ponte ha volto un appello affinché: “le libertà siano salvaguardate a più livelli e la Consulta sia una lente d’ingrandimento sui problemi da affrontare”.
Infine la responsabile legale del Centro Antiviolenza “R. Lanzino” ha posto l’accento sulla: “importanza di moltiplicare esperienze di partecipazione democratica quali quello della Consulta. Dopo tanti anni di militanza è la prima volta che ci sentiamo a casa, felici di condividere con altre realtà orizzonti comuni e metodologie condivise sulle battaglie che andremo insieme ad affrontare”.

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