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Riace, Cassazione: non risultano frodi in appalti

di Isabella Roccamo
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Per i giudici della Cassazione “mancano indizi di comportamenti fraudolenti che il sindaco sospeso di Riace Mimmo Lucano , avrebbe materialmente posto in essere per assegnare alcuni servizi come quello della raccolta dei rifiuti porta a porta”. Depositate oggi le motivazioni relative all’udienza che lo scorso 26 febbraio si è conclusa con l’accoglimento parziale del ricorso della difesa di Lucano, e con cui è stato disposto un nuovo Riesame limitatamente al reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. La Cassazione rileva che “non solo non sono provate le opacità che avrebbero caratterizzato l’azione di Lucano per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto di rifiuti urbani alle cooperative L’Aquilone e Ecoriace, ma è la legge che consente l’affidamento diretto di appalti in favore di cooperative sociali finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate a condizione che gli importi del servizio siano inferiori alla soglia comunitaria”. Per questo il riesame deve rivalutare il quadro per sostenere l’illiceità degli affidi. Confermata invece la gravità del panorama indiziario per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per il fatto che Lucano si sia dato da fare per favorire la permanenza in Italia della sua compagna Lemlem. Ma a questo riguardo, scrivono gli “ermellini”, bisogna considerare “la relazione affettiva che intercorre tra i due e lo stato di incensurato di Lucano prima di decidere nuovamente per il mantenimento del divieto di dimora”. Per la Cassazione, Lucano ha cercato di aiutare solo la compagna. Nelle motivazioni si legge che “il richiamo a presunti matrimoni di comodo che sarebbero stati favoriti dal sindaco tra immigrati e concittadini, poggia sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro ma addirittura escluso da qualsiasi contestazione formale elevata in sede cautelare”.

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