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Riace, Lucano indagato per truffa

di Isabella Roccamo
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Nuovi guai per Mimmo Lucano, il sindaco sospeso di Riace, destinatario di un nuovo avviso di garanzia emesso dalla procura di Locri per i reati di truffa e falso ideologico, sempre in relazione alla gestione dei migranti nel borgo della Locride, Un avviso di conclusione delle indagini che arriva poche ore dopo il rinvio a giudizio, deciso dal Gup . Lucano, infatti, andrà a processo, insieme ad altre 26 persone, l’11 giugno davanti al Tribunale di Locri.  Adesso, nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta “Xenia”, i Pm di Locri contestano a Lucano e ad altre 9 persone di aver ospitato i profughi in alloggi non idonei. Nel mirino, ancora una volta i fondi per l’accoglienza. Al centro dell’indagine una presunta truffa da 134 mila euro . Nel capo di imputazione, a Lucano si contesta «di avere indotto in errore il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Reggio Calabria ricorrendo all’artificio di predisporre una falsa attestazione in cui veniva dichiarato che le strutture di accoglienza per ospitare i migranti esistenti nel territorio del comune di Riace erano rispondenti e conformi alle normative vigenti in materia di idoneità abitativa, impiantistica e condizioni igienico-sanitarie. Ma quegli appartamenti, secondo le accuse, erano privi di collaudo statico e certificato di abitabilità. E non è tutto: per un anno ancora, il sindaco sospeso di Riace non potrà fare rientro nel suo paese per effetto del divieto di dimora disposto a suo carico dal Tribunale della libertà di Reggio Calabria. A determinare il prolungamento della misura è stato proprio il rinvio a giudizio. Il Tribunale della libertà, infatti, nel disporre la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare emessa il 2 ottobre 2018 dal Gip di Locri, emise il divieto di dimora per sei mesi a Riace. Lo stesso collegio dovrà pronunciarsi nuovamente sulla misura cautelare dopo l’annullamento con rinvio deciso dalla Corte di Cassazione

 

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