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Scheletri, anfore e altri reperti nella necropoli di Via Popilia

da Gianluca Pasqua
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Una necropoli romana sul tracciato della Via Popilia, l’arteria stradale che collegava Cosenza a Roma. Una scoperta casuale che sta svelando particolari di grande interesse storico e archeologico. Gli operai dell’Enel intenti a scavare delle tracce nell’area di Via Popilia, per far passare dei cavi, si sono trovati di fronte a dei manufatti in pietra e a reperti storici. La sovrintendenza per i beni culturali di Cosenza ha seguito e guidato gli scavi che hanno consentito di rinvenire sei tombe a cappuccina risalenti presumibilmente all’epoca romana. Si tratta di costruzioni realizzate per l’inumazione diffuse soprattutto in epoca imperiale e destinate per lo più alle classi meno agiate. Il defunto veniva steso su lastre di terracotta in una cassa di legno o avvolto in un sudario e coperto da tegole, accanto al corpo venivano posti alcuni oggetti personali come corredo funerario ecco perché sono state ritrovate piccole anfore e ampolle che sono state recuperate e inviate ai laboratori della soprintendenza dove gli archeologi avvieranno gli studi preliminari sui materiali per stabilire l’esatto periodo storico a cui risalgono.  La Soprintendente di Cosenza, Paola Aurino, si è detta “felicemente sorpresa e soddisfatta per la scoperta nella prossima settimana è prevista una conferenza stampa durante la quale verranno rivelati i primi risultati degli esami. Per il momento nessun’altra dichiarazione, ma chi abita o lavora nella zona ha avuto la fortuna di scorgere qualche particolare  di quanto emergeva dal sottosuolo provando emozioni indescrivibili: “Un’esperienza bellissima – racconta Rossella che lavora in un centro acustico sanitario a due passi dagli scavi- ho visto le anfore, le tombe con le tegole e negli ultimi giorni è stato ritrovato uno scheletro, poi naturalmente hanno rimosso tutto”.

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