Home POLITICA Vescovo Reggio: “Serve politica alto profilo per costruire il futuro”

Vescovo Reggio: “Serve politica alto profilo per costruire il futuro”

di Anna Franchino
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“Il futuro non è solo dono di Dio: va costruito anche da noi. La speranza, oltre che desiderio, deve tradursi in impegni tangibili e verificabili che chiediamo soprattutto a chi ci governa. Si elevi il tono del dibattito politico e lo si porti a livello di confronto serio su tutti quei temi che consentono di guardare al domani con più serenità”. Lo afferma l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova. mons. Giuseppe Fiorini Morosini, nel suo messaggio in occasione della Pasqua. “Basta – aggiunge il presule – con le accuse reciproche e la gara a screditare l’altro, in vista di vantaggi elettorali, personali o di partito. Così non si costruisce futuro! Abbiamo bisogno di una politica di alto profilo, che pensi al domani, soprattutto dei nostri figli, che sono i veri protagonisti del futuro, e nelle cui mani è posta ogni fiducia e speranza. Avvicinandosi le diverse competizioni elettorali, ricordo che esprimere il nostro voto con responsabilità, senza barattarlo dietro illusorie false speranze, potrà essere un ulteriore segno che lo spirito della Pasqua ci ha veramente contagiati”. “Faccio fatica – ha detto anche mons. Morosini – a parlare di speranza dinanzi al ripetersi di gesti criminali che continuano ad affliggere senza tregua il nostro territorio. Vorrei esprimere solidarietà e affettuosa vicinanza a quanti sono stati colpiti negli ultimi giorni dalla violenza vigliacca. A chi compie gesti efferati e poi si accosta con naturalezza e senza il minimo scrupolo ai riti religiosi, alle processioni popolari, ai segni sacri vorrei giungesse l’invito forte e accorato a lasciarsi trasformare l’esistenza dalla forza del Risorto. Ponendoci su di un livello più religioso, come vescovo, ricordo come a Pasqua si usa fare il ‘precetto pasquale’. Questo gesto deve, però, esprimere volontà di cambiamento: non si può far Pasqua coltivando nel cuore violenza, corruzione e sopraffazione, altrimenti, il nostro accostarci alla Santa Eucarestia non produrrà, per la nostra vita, i segni di benedizione e salvezza per i quali il Signore Gesù ci ha lasciato il sacramento del suo Corpo e del Suo Sangue”.

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