«Se gli agricoltori in protesta sono criminali, allora ci costituiamo tutti». È durissimo l’intervento di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, che prende posizione dopo le dichiarazioni di esponenti del Governo sulle presunte infiltrazioni criminali nelle proteste degli agricoltori del Mezzogiorno. Per il primo cittadino, le affermazioni arrivate dal centrodestra dimostrano un distacco dalle difficoltà reali delle imprese e l’incapacità di offrire risposte alla crisi dei settori produttivi.
Stasi: «Ho visto la disperazione di chi non riesce più a coprire le spese»
Stasi riferisce di aver incontrato gli agricoltori in diversi presidi della provincia, sostenendo di aver constatato direttamente le difficoltà di chi lavora quotidianamente senza riuscire più a sostenere i costi dell’attività.
«Altro che criminali: ho visto la disperazione di chi lavora dall’alba e non riesce più a coprire le spese», afferma il sindaco, secondo cui le manifestazioni avrebbero meritato attenzione e rispetto istituzionale, anziché sospetti generalizzati.
Nel mirino anche i riferimenti a possibili infiltrazioni, ai casellari giudiziari e le espressioni che, secondo Stasi, alimenterebbero una discriminazione nei confronti del Sud. «È intollerabile», sottolinea, contestando un approccio che rischierebbe di screditare lavoratori, famiglie e giovani impegnati a costruire il proprio futuro in Calabria.
La richiesta di risposte ai Governi nazionale e regionale
Per il sindaco di Corigliano-Rossano, il punto centrale della protesta resta la sostenibilità economica delle attività agricole e dell’autotrasporto, messe a dura prova dal costo del carburante e dell’energia.
«Gli agricoltori e gli autotrasportatori calabresi non devono dimostrare alcuna innocenza», dichiara Stasi, che chiede invece al Governo nazionale e a quello regionale di dimostrare di avere una strategia efficace per contenere i costi. L’affondo si estende alla Giunta guidata da Roberto Occhiuto, accusata di non aver introdotto riforme strutturali, investimenti nell’innovazione e misure adeguate a tutelare il valore delle produzioni e il lavoro delle piccole e medie imprese agricole.
«Governo nazionale e regionale diano risposte o vadano a casa»
La presa di posizione si conclude con un sostegno politico esplicito alla mobilitazione. Stasi precisa che la vicinanza agli agricoltori non nasce soltanto da un sentimento di solidarietà, ma dalla condivisione delle loro rivendicazioni.
«Se gli agricoltori che protestano pacificamente e dignitosamente vengono trattati da criminali dal Governo, allora la risposta sarà che ci costituiamo tutti», afferma il sindaco, annunciando una reazione politica alla campagna di sospetti che, a suo giudizio, ha colpito i manifestanti.
Il messaggio rivolto alle istituzioni è netto: servono interventi concreti per affrontare il caro energia e carburanti e sostenere chi produce. «Governo nazionale e regionale diano risposte o vadano a casa», è la richiesta di Stasi, che riporta al centro del dibattito le difficoltà economiche di agricoltori e autotrasportatori e la necessità di misure capaci di incidere sui costi di produzione.