Caro carburanti, il Governo approva il decreto aiuti: blocchi dei tir ancora in corso al Sud

Noemi Cautiero
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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto con nuove misure di sostegno per autotrasporto, agricoltura e pesca, alle prese con il rincaro dei carburanti. Nonostante gli interventi annunciati dall’esecutivo, la mobilitazione non si è ancora fermata in tutti i territori del Mezzogiorno, dove le difficoltà nella circolazione delle merci continuano a pesare sulle attività produttive e sulla distribuzione.

Il provvedimento punta a contenere l’impatto dei maggiori costi del gasolio sulle imprese e a garantire liquidità agli operatori dei tre comparti. Intanto, il Governo chiede la rimozione dei blocchi ancora attivi per ripristinare la regolare consegna delle merci e limitare ulteriori disagi per cittadini e attività commerciali.

Decreto aiuti, le misure per gli autotrasportatori

Tra gli interventi previsti figura il sostegno fiscale per le spese sostenute dalle imprese di autotrasporto per l’acquisto di carburante. Secondo quanto annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sono già partite le procedure di pagamento relative al credito d’imposta per il gasolio acquistato tra marzo e agosto 2026. Il Governo ha inoltre annunciato il rifinanziamento del credito d’imposta per i mesi di settembre e ottobre, con ulteriori 106 milioni di euro rispetto alle risorse già stanziate. I crediti potranno essere utilizzati fino al 31 marzo 2027.

Tra le altre misure sono previsti interventi per favorire la liquidità delle imprese, compresa la possibilità di posticipare i canoni di leasing dei mezzi utilizzati per il trasporto. Il decreto interviene anche sulle condizioni contrattuali, con l’obiettivo di tutelare maggiormente le aziende dagli aumenti del costo del carburante.

Aiuti ad agricoltura e pesca contro il caro gasolio

Il provvedimento riguarda anche il settore agricolo e quello della pesca, entrambi esposti agli effetti del rincaro dei carburanti. Per le imprese agricole sono previsti contributi e misure di sostegno legati alle spese sostenute per il carburante. Per gli operatori della pesca, invece, sono state annunciate risorse specifiche per compensare almeno in parte l’aumento dei costi di gestione delle attività. Il decreto mira così a sostenere comparti strategici per l’economia e per l’approvvigionamento alimentare, in una fase segnata da forti tensioni sui costi di produzione e di trasporto.

Tir, la protesta non si ferma in tutto il Mezzogiorno

Il via libera alle nuove misure non ha determinato l’immediata conclusione della mobilitazione in tutte le aree interessate. In diversi territori del Sud permangono presidi e iniziative di protesta, mentre si registrano conseguenze sulla distribuzione delle merci e sugli approvvigionamenti. La situazione ha alimentato la preoccupazione per le ricadute sulle imprese, sui mercati e sugli scaffali dei supermercati. Le difficoltà di consegna rischiano infatti di coinvolgere l’intera filiera, dai produttori agli operatori della logistica, fino ai consumatori.

La presidente del Consiglio ha chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di intervenire per garantire la libera circolazione e assicurare il rifornimento delle attività commerciali. Meloni ha inoltre ribadito la distinzione tra il diritto di manifestare pacificamente e i blocchi che impediscono agli altri operatori di lavorare. L’esecutivo ha annunciato che farà ricorso agli strumenti previsti dalla legge per ripristinare la circolazione delle merci. Resta quindi aperta la questione del superamento dei blocchi, mentre le imprese attendono che gli interventi annunciati si traducano in un concreto alleggerimento dei costi.

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