Ospedale Sibaritide, Dima: “lo ionio è in credito, serve più della somma di due ospedali”

Anna Franchino
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Il nuovo ospedale della Sibaritide dovrà garantire più servizi, nuove specialità e un’offerta sanitaria adeguata alle esigenze della popolazione. È questo l’appello lanciato da Giovanni Dima, già deputato e assessore regionale, che interviene sul futuro del presidio ospedaliero di Corigliano-Rossano, sottolineando la necessità di accompagnare il completamento della struttura con una programmazione chiara delle attività sanitarie.

«Il nuovo ospedale della Sibaritide è un punto di partenza. La vera sfida sarà ciò che riusciremo a metterci dentro: professionalità, specialità, servizi e capacità di cura. Questo territorio aspetta molto più del trasferimento dei reparti del Compagna e del Giannettasio in un edificio nuovo. Aspetta una sanità all’altezza dei suoi bisogni», afferma Dima.

Ospedale della Sibaritide, la sfida è potenziare i servizi sanitari

Secondo l’ex parlamentare, la nuova struttura rappresenta un’opportunità per rafforzare l’assistenza sanitaria lungo il versante ionico calabrese, superando una semplice riorganizzazione degli attuali presidi ospedalieri. Dima richiama anche le parole del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che durante l’inaugurazione della prima ala dell’ospedale ha riconosciuto il ritardo accumulato dal territorio sul fronte della sanità. «È un’affermazione importante, che condivido e che ora deve tradursi in programmazione», sottolinea Dima, auspicando che il nuovo presidio possa sviluppare un’offerta sanitaria più ampia rispetto a quella di un semplice ospedale spoke.

La priorità, secondo l’ex assessore regionale, è avviare un confronto sulle specialità da attivare, sulle competenze professionali necessarie e sui servizi da potenziare. L’obiettivo è ridurre la necessità per i cittadini di spostarsi fuori dal territorio per accedere a determinate prestazioni sanitarie.

La storia del nuovo ospedale: dai rallentamenti all’accelerazione degli ultimi anni

Nel suo intervento, Dima riconosce l’accelerazione impressa negli ultimi quattro-cinque anni e l’impegno del Governo regionale, invitando però a non trascurare le fasi precedenti che hanno accompagnato la realizzazione dell’opera. La vicenda del nuovo ospedale è stata segnata da controversie sugli espropri, ricorsi arrivati fino al Consiglio di Stato e difficoltà legate all’impresa Tecnis, inizialmente coinvolta nei lavori. Gli ostacoli hanno comportato rallentamenti e ulteriori passaggi amministrativi, compresa la ridefinizione del portafoglio dei lavori con l’intervento del Ministero dell’Economia, prima del successivo affidamento alla D’Agostino.

«Riconoscere i meriti di oggi non autorizza a cancellare il lavoro di ieri», afferma Dima, ricordando le attività preliminari già realizzate e le difficoltà che hanno condizionato il percorso.

L’ex assessore regionale riconosce inoltre il contributo dell’impresa D’Agostino, dei tecnici e delle maestranze impegnati nel cantiere, rivolgendo un ringraziamento particolare al project manager Domenico Petrone.

Collegamento stradale e futuro degli ospedali Compagna e Giannettasio

Tra i nodi ancora da affrontare, Dima indica il collegamento stradale tra Insiti e il nuovo ospedale della Sibaritide. Un’infrastruttura che, secondo l’ex deputato, dovrà essere definita tenendo conto delle interconnessioni con il progetto della nuova Statale 106. L’accessibilità del presidio, sottolinea, è determinante per garantire spostamenti più agevoli e sicuri ai cittadini e per assicurare la piena funzionalità della struttura. Altrettanto importante è la definizione del futuro degli ospedali Compagna di Corigliano e Giannettasio di Rossano. Per Dima, il trasferimento delle attività nel nuovo presidio deve essere accompagnato da un progetto di riutilizzo delle strutture esistenti, attraverso funzioni sanitarie e assistenziali coerenti con le esigenze delle comunità e con l’organizzazione della rete territoriale.

«Ospedale della Sibaritide», la proposta di mantenere i nomi Compagna e Giannettasio

Dima propone anche di affiancare alla denominazione «Ospedale della Sibaritide» i nomi dei due storici presidi cittadini. Una scelta che, nelle intenzioni dell’ex parlamentare, consentirebbe di valorizzare la storia sanitaria di Corigliano e Rossano e di riconoscere il contributo delle generazioni di professionisti che hanno lavorato negli ospedali del territorio. «Ospedale della Sibaritide esprime giustamente la vocazione comprensoriale della struttura. Affiancargli i nomi Compagna e Giannettasio permetterebbe di custodire una traccia della storia dalla quale nasce questo nuovo ospedale», spiega. La fase che precede la piena operatività del presidio diventa quindi decisiva: dalla definizione delle specialità e del personale al potenziamento dei servizi, passando per i collegamenti stradali e la riorganizzazione della rete sanitaria locale. «Abbiamo davanti una grande opportunità. Il lavoro compiuto va riconosciuto, la storia rispettata e il futuro costruito con scelte concrete. Lo Ionio è in credito: il nuovo ospedale deve essere il luogo nel quale quel credito comincia finalmente a tradursi in servizi e diritti», conclude Giovanni Dima.

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